{"id":3298,"date":"2019-09-21T16:02:56","date_gmt":"2019-09-21T15:02:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/?p=3298"},"modified":"2019-09-21T16:10:02","modified_gmt":"2019-09-21T15:10:02","slug":"make-it-adventure-1988-2018-parte-33","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/index.php\/2019\/09\/21\/make-it-adventure-1988-2018-parte-33\/","title":{"rendered":"Make it Adventure 1988 \u27a1 2018 ~ Parte 3\/3"},"content":{"rendered":"<h2>L\u2019Enduro<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7549p.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3302 alignleft\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7549p-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7549p-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7549p-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7549p-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7549p-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7549p.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Pi\u00f9 di una volta qualcuno in viaggio con me mi ha descritto la <strong>TET Bosnia<\/strong> come <strong>facile<\/strong>, adatta anche alle grosse moto, esclusi alcuni punti in cui la traccia sale per una strada e scende per la stessa, rendendo quel pezzo non essenziale. Cos\u00ec <strong>tranquillissimi<\/strong> abbiamo affrontato il primo giorno di traccia preoccupandoci solo dei punti non obbligatori. Ma dieci minuti dopo l&#8217;inizio del secondo giorno ci troviamo su una <strong>pista da sci<\/strong> in salita, su terreno umido tra <strong>fango<\/strong> e erba bagnata. Nessuno ha tasselli puri, solo le classiche k60 e e07. La piccola <strong>Aprilia<\/strong> dopo un primo passo falso <strong>riesce<\/strong> a raggiungere gloriosa la <strong>vetta<\/strong>! A Luca col KTM 990 avevo direttamente sconsigliato di provarci, mi tornava in mente il mio 990 attaccato ad una cinghia con le e07 che non collaborano. Rebecca e il DRZ inizialmente non sembravano nemmeno dell&#8217;idea di provarci.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, arrivato in cima, mi <strong>godo<\/strong> il <strong>momento<\/strong>, piazzo la macchina fotografica sul piccolo treppiede e mi faccio un autoscatto. In quell&#8217;esatto istante un <strong>DRZ<\/strong> fa capolino dal sentiero e raggiunge anche lui la vetta, giusto il tempo per essere immortalato! Mai <strong>autoscatto<\/strong> fu pi\u00f9 <strong>preciso<\/strong> di cos\u00ec. Scendendo scopriamo che Luca aveva tentato l\u2019impresa di portare in cima il 990, non aveva avuto fortuna, ma sembrava tutto sommato contento\u00a0\ud83d\ude01 .<\/p>\n<p>Ma quello era solo l&#8217;inizio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4186MR2p.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-3319\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4186MR2p-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"535\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4186MR2p-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4186MR2p-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4186MR2p-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4186MR2p-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 535px) 100vw, 535px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una <strong>tranquilla<\/strong> <strong>strada<\/strong> bianca lascia la pianura per iniziare la scalata del monte <em>Radu\u0161a<\/em>, trasformandosi in una bella e <strong>tosta<\/strong> strada molto <strong>sassosa<\/strong> che inizia a <strong>salire<\/strong> con decisione. Questa volta ci <strong>dividiamo<\/strong>, troppo &#8220;spaccabraccia&#8221; per il pesante 990. Ci diamo appuntamento al di l\u00e0 della montagna, <strong>orario<\/strong> dell&#8217;appuntamento <strong>indefinito<\/strong>. I due monocilindrici proseguono in quello che diventa un ottimo banco di prova per la nostra resistenza psicofisica.<\/p>\n<p>La piccola Aprilia \u00e8 in forte <strong>difficolt\u00e0<\/strong> a quelle <strong>altitudini<\/strong> e con quelle <strong>pendenze<\/strong>; per qualche tipo di conformazione ciclistica \/ geometrica nelle forti salite costringe ad un lavoro immane le mie braccia, l\u2019altitudine in pi\u00f9 peggiora la carburazione ai bassi facendo diventare l&#8217;erogazione &#8220;a strappi\u201d, con una perdita di potenza importante. Ho visto poi il <strong>DRZ<\/strong> pi\u00f9 a <strong>terra<\/strong> che in piedi. Ognuno a suo modo riesce a tenere <strong>alto<\/strong> il <strong>morale<\/strong> e a fare forza all&#8217;altro, quasi sempre.<a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4243MRp.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3304 alignleft\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4243MRp-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4243MRp-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4243MRp-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4243MRp-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4243MRp-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le rocce diventano <strong>terra<\/strong> <strong>umida<\/strong>, la strada si fa quasi piana prima che un <strong>sentierino<\/strong> si separi per salire un altro po&#8217;, si vede la <strong>vetta<\/strong> e finalmente arrivo facendo gli ultimi metri a piedi. Una nebbia fitta nasconde il panorama ma la soddisfazione di essere arrivato fin l\u00ec non viene intaccata.<\/p>\n<p><strong>Non<\/strong> abbiamo <strong>pranzato<\/strong>, siamo <strong>stanchi<\/strong> <strong>morti<\/strong>; tutti <strong>sudati<\/strong> ci troviamo circondati dalla nebbia colpiti da un vento freddo. Luca ci aspetta dall&#8217;altro lato della montagna, \u00e8 il caso di <strong>scendere<\/strong> il <strong>prima<\/strong> possibile. Ecco una lezione valida per il futuro: mai pensare di aver gi\u00e0 passato il peggio senza averne effettivamente la giusta cognizione di causa! La <strong>discesa<\/strong> non \u00e8 meno <strong>impegnativa<\/strong>, per la prima e unica volta mi ritrovo <strong>incastrato<\/strong>, non riesco a sollevare la moto e nemmeno a trascinarla. Solo in due riusciamo a smuoverla. Qualcuno si \u00e8 divertito a creare delle barriere di massi in mezzo alla strada, non una ma ben quattro barriere insormontabili. Tuttora ne ignoro il motivo<strong>*<\/strong>. Ogni barriera ha un passaggio per i pedoni, tutti abbastanza stretti, alcuni su fango e pendenza, altri con un bel precipizio a lato. Incontriamo il primo segno di civilt\u00e0 subito dopo l\u2019ennesima barriera, alcuni <strong>taglialegna<\/strong> che grazie all\u2019aiuto di qualche <strong>cavallo<\/strong> trasportano i <strong>tronchi<\/strong> dal cuore del bosco ad uno spiazzo sulla strada. <strong>Manca poco!<\/strong><a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7571p.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3310 alignright\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7571p-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7571p-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7571p-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7571p-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7571p.jpg 1480w\" sizes=\"auto, (max-width: 538px) 100vw, 538px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Inizio ad essere <strong>veramente<\/strong> <strong>stanco<\/strong> e <strong>affamato<\/strong>, ci mettiamo un\u2019ora e mezza a scendere, sono le <strong>quattro<\/strong> di pomeriggio, ho <strong>guidato<\/strong> una <strong>moto<\/strong> <strong>scarburata<\/strong> del <strong>1988<\/strong> per tre ore in <strong>mulattiera<\/strong> e non mangio niente da sei ore. La motivazione legata al divertimento e alla spensieratezza si trasforma in <strong>determinazione<\/strong> puramente <strong>pragmatica<\/strong>. Inizio a essere silenzioso, dobbiamo riuscire a scendere senza farci male. Fortunatamente Luca nel frattempo ha fatto un bell&#8217;incontro in un bar del paese sul lago ai piedi della nostra montagna: il <strong>bar<\/strong> \u00e8 <strong>sprovvisto<\/strong> di <strong>cibo<\/strong> ma dopo qualche minuto una <strong>signora<\/strong> provvede a riempirlo di pita e altre specialit\u00e0 locali al costo di una birra in uno dei nostri pub e con porzioni valide per tre! <strong>Al primo morso ricomincio a parlare<\/strong>.<a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7581p.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3313\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7581p-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7581p-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7581p-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7581p-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7581p.jpg 1355w\" sizes=\"auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Ultimo giorno di TET<\/h2>\n<p>Affronto <strong>l\u2019utimo<\/strong> giorno di TET con un pizzico di <strong>tristezza<\/strong>, il viaggio sta per finire e tutto finora \u00e8 andato talmente bene che la <strong>voglia<\/strong> di <strong>tornare<\/strong> \u00e8 sotto <strong>zero<\/strong>. Cerco di non pensarci mentre ci godiamo una splendida salita sul monte <em>\u010cvrsnica<\/em>, questa volta la strada \u00e8 fattibile anche dal 990 e ci godiamo assieme fino all\u2019ultimo metro. Sulla cima non troviamo un classico rifugio di montagna ma qualcosa a met\u00e0 fra una base militare e una stazione meteo; poco importa, la <strong>visuale<\/strong> \u00e8 <strong>stupenda<\/strong>. Ci perdiamo tra <strong>chiacchiere<\/strong> e sigarette girate, riparati sotto una tettoia mentre scende una leggera <strong>pioggia<\/strong>. Quando smette non abbiamo fretta e continuiamo a <strong>goderci<\/strong> il <strong>momento<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto a un tratto iniziamo a sentire alcuni <strong>tuoni<\/strong> da sud-est. Iniziamo a prepararci con calma. Poco dopo ne sentiamo <strong>altri<\/strong>, questa volta da nord-ovest, ci stanno <strong>circondando<\/strong> e noi siamo a 2000 metri senza grossi ripari. Scendiamo dalla montagna con la solita prodiga <strong>determinazione<\/strong> dettata dal\u00a0<strong>pragmatismo<\/strong>, la scampiamo per poco ma fortunatamente non prendiamo nemmeno una <strong>goccia<\/strong>. Man mano che ci avviciniamo a <strong>Mostar<\/strong> inizio a riconoscere i paesaggi bosniaci che avevo conosciuto l\u2019anno prima, lunghe e tranquille strade bianche, le montagne cominciano ad essere meno fitte di alberi, pi\u00f9 rocciose e paesaggisticamente emozionanti.<\/p>\n<p>Incontriamo una nuova <strong>barriera<\/strong> di pietre, torniamo indietro, <strong>ci<\/strong> <strong>perdiamo<\/strong>, con una geniale intuizione riusciamo a tornare sulla traccia, incontriamo dei <strong>locali<\/strong> che hanno bucato la coppa dell\u2019olio della loro vecchia <strong>mercedes<\/strong> (ah, ma allora si rompono anche loro?) e infine conosciamo la signora <strong>Maria<\/strong>, che ci accoglie <strong>all\u2019ostello<\/strong> Backpackers di Mostar. Maria \u00e8 una signora di origine montenegrina, moglie di un bosniaco e ormai bosniaca anche lei, ma che ha lavorato per vent\u2019anni in Campania&#8230;un mix micidiale!<a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4322MR_np.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3316\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4322MR_np-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4322MR_np-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4322MR_np-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4322MR_np-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_4322MR_np-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a><\/p>\n<h2>Mostar<\/h2>\n<p>Pu\u00f2 accadere di avere remore a tornare negli stessi posti di viaggi passati, c\u2019\u00e8 la paura di rovinare il ricordo di quel luogo; a me succede raramente, o quasi mai, ma non \u00e8 impensabile. Quello che invece pi\u00f9 mi spaventa \u00e8 <strong>tornare<\/strong> in un <strong>posto<\/strong> che amo <strong>con persone<\/strong> che lo visitano per la prima volta. \u00c8 come se soffrissi una qualche tipo di ansia da prestazione per il luogo che a me ha suscitato tante <strong>emozioni<\/strong>. \u00c8 inevitabile parlare di quel luogo a chi poi dovr\u00e0 vederlo, per provare ad aumentare la curiosit\u00e0 o anche solo per convincere che valga la pena fare tappa l\u00ec.<\/p>\n<p>Non mi dispiaceva tornare a vedere Mostar, ma lo stato emotivo in cui mi ero trovato <strong>l\u2019anno<\/strong> <strong>prima<\/strong>, quando feci i primi passi nel suo centro storico, era stato assolutamente <strong>unico<\/strong>. Trentasei ore prima ero a casa, a Padova, e tutto d\u2019un tratto mi trovavo davanti ad una moschea del 1500 col muezzin che cantava. Non conoscevo la Bosnia, non ne conoscevo la storia, non ne conoscevo la cultura (le culture) e Mostar mi ha sbattuto in faccia tutto questo in pochi passi.<a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7671p.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-3317\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7671p-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7671p-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7671p-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7671p-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC7671p.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ovviamente avevo parlato della citt\u00e0 dello Stari Most ai miei compagni che mai c\u2019erano stati, forse ho anche esagerato, o forse no, dopotutto inizialmente non sapevamo che ci saremo andati insieme, lo abbiamo deciso uno o due giorni prima. Man mano che ci <strong>avviciniamo<\/strong> sale la <strong>paura<\/strong> che per <strong>loro<\/strong> <strong>non sarebbe stato bello<\/strong> quanto lo era stato per <strong>me<\/strong>, dopotutto Mostar \u00e8 anche una citt\u00e0 <strong>turistica<\/strong> e per avere una certa profondit\u00e0 di scoperta bisogna avere <strong>tempo<\/strong>. Non avevo con me nemmeno la guida che avevo usato\u2026 me la rubarono con la moto. Per questo motivo ad un certo punto<strong> smetto di parlarne<\/strong>, sperando che i miei compagni abbiano modo di stupirsi da soli di quello che vedranno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi chiedo per\u00f2 a questo punto se non esista un confine dopo il quale raccontare diventa inutile, o addirittura dannoso; <strong>l\u2019immaginazione<\/strong> \u00e8 <strong>un\u2019arma<\/strong> <strong>potentissima<\/strong>, ma il <strong>viaggio<\/strong> poi alla fine \u00e8 fatto soprattutto di <strong>realt\u00e0<\/strong>, di cruda realt\u00e0. Come possiamo equilibrare le due cose? Io un mio personale equilibrio penso di averlo trovato, leggo e ascolto i racconti fino a qualche mese o settimane prima di partire, poi tabula rasa; cos\u00ec riesco a trovare la motivazione e la curiosit\u00e0, ma quando sono veramente in viaggio non ne sono condizionato. Non so per\u00f2 se questo possa valere per tutti.<\/p>\n<h2>Arrivederci<\/h2>\n<p><strong>Saluto<\/strong> intensamente, ma in velocit\u00e0, i miei compagni e inforco la moto.<\/p>\n<p>Non voglio tornare a <strong>casa<\/strong>.<\/p>\n<p>Non <strong>succede<\/strong> tutte le volte, non succede in tutti i viaggi e questo viaggio \u00e8 la dimostrazione che non succede nemmeno in modo direttamente proporzionale alla sua lontananza, organizzazione o lunghezza.<\/p>\n<p>Questo viaggio \u00e8 la conferma che sono le <strong>piccole<\/strong> <strong>cose<\/strong> ad essere le <strong>migliori<\/strong>.<\/p>\n<p>E che il segreto della felicit\u00e0 \u00e8 non avere aspettative. Just go with the <strong>flow<\/strong>.<\/p>\n<p><em>*Dopo quasi un anno scopro che quelle barriere servono ad evitare che le persone vadano in macchina a rubarsi la legna<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Enduro Pi\u00f9 di una volta qualcuno in viaggio con me mi ha descritto la TET Bosnia come facile, adatta anche alle grosse moto, esclusi alcuni punti in cui la traccia sale per una strada e scende per la stessa, rendendo quel pezzo non essenziale. 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