{"id":3257,"date":"2019-09-21T16:00:46","date_gmt":"2019-09-21T15:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/?p=3257"},"modified":"2019-09-22T10:47:41","modified_gmt":"2019-09-22T09:47:41","slug":"make-it-adventure-1988-2018-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/index.php\/2019\/09\/21\/make-it-adventure-1988-2018-parte-2\/","title":{"rendered":"Make it Adventure 1988 \u27a1 2018 ~ Parte 2\/3"},"content":{"rendered":"<p>Mi incrocio con Rebecca nella cittadina di Kocevje, pronti per iniziare la <strong>TET<\/strong> <strong>Croazia<\/strong> il giorno dopo; non essere pi\u00f9 in viaggio da solo fa <strong>cambiare<\/strong> tante cose, scopro per\u00f2 con piacere che la sostanza rimane e <strong>l&#8217;equilibrio<\/strong> viene velocemente recuperato.<\/p>\n<p>La traccia croata nei primi <strong>km<\/strong> \u00e8 <strong>noiosa<\/strong>; la vista di una <strong>volpe<\/strong> durante una pausa ci intrattiene, mentre affrontiamo due o tre ore di strada bianca in un anonimo bosco prima di cambiare paesaggio. Improvvisamente la <strong>strada<\/strong> si <strong>apre<\/strong> su colline di <strong>erba<\/strong> gialla bruciata dal <strong>sole<\/strong> che dolcemente si tuffano in <strong>mare<\/strong>, poco pi\u00f9 in l\u00e0 s\u2019intravede l&#8217;isola rocciosa di Krk. Il sole \u00e8 ancora alto ma sembra quasi prendere la rincorsa per prepararsi ad un <strong>tramonto<\/strong> da cartolina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3287\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7253-Pano-1024x375.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7253-Pano-1024x375.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7253-Pano-300x110.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7253-Pano-768x281.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p>Le <strong>strade<\/strong> <strong>sterrate<\/strong> continuano semplici e parallele alla costa, in un continuo insinuarsi <strong>nell&#8217;entroterra<\/strong> per poi uscire di nuovo vista <strong>mare<\/strong>; ad ogni occhiata verso <strong>ovest<\/strong> pian piano la luce inizia a farsi pi\u00f9 <strong>arancione<\/strong> e il <strong>sole<\/strong> pi\u00f9 basso. Entriamo nel <strong>Velebit<\/strong> con qualche divergenza di vedute rispetto ai ranger del <strong>parco<\/strong>. La strada dopo 7km \u00e8 vietata ma la nostra traccia ci passa in mezzo. Data l&#8217;ora decidiamo comunque di entrare nel parco e di dormire in un <strong>rifugio<\/strong>. Mai scelta fu pi\u00f9 <strong>azzeccata<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7295p.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3290\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7295p-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7295p-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7295p-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7295p-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7295p-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7295p.jpg 1889w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/a><\/p>\n<h1><strong>Amicizie in viaggio<\/strong><\/h1>\n<p><strong>Conoscere<\/strong> una nuova <strong>persona<\/strong> viaggiando insieme \u00e8 fantastico; non c&#8217;\u00e8 spazio per pregiudizi o preconcetti e fin da subito si \u00e8 costretti a instaurare un rapporto di armonia e di collaborazione, pena la cattiva riuscita del viaggio stesso.<\/p>\n<p>Una sera al campeggio di Plitvice vedo per la prima volta <strong>Luca<\/strong>, da l\u00ec si inizier\u00e0 a condividere qualche giorno fra Croazia e Bosnia.<\/p>\n<p>L&#8217;inizio non \u00e8 dei migliori, si presenta con un KTM 990 Adventure R ancora pi\u00f9 bello di quello che mi hanno rubato l&#8217;anno scorso. L&#8217;invidia \u00e8 tanta&#8230;ma dopo una birra passa.\u00a0\ud83d\ude42<a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7397.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3292 \" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7397-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7397-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7397-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7397-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7397.jpg 1646w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo l&#8217;immancabile visita alla <strong>base<\/strong> <strong>aerea<\/strong> abbandonata di <strong>Zeljava<\/strong> in Croazia, puntiamo le nostre ruote in direzione Bosnia.<\/p>\n<p>Un reticolo di strade tutte uguali, mal asfaltate e circondate da erba alta, separa la base militare dal confine. <strong>Faccio<\/strong> <strong>strada<\/strong> io fidandomi del navigatore ma sono costretto a fermarmi di fronte a due <strong>blocchi<\/strong> di cemento e una <strong>catenella<\/strong> che blocca la strada. Una parte del cervello cerca di far presente all&#8217;altra che all&#8217;andata non siamo passati di qua, mentre l&#8217;altra \u00e8 gi\u00e0 all&#8217;opera per capire come superare l&#8217;ostacolo.<\/p>\n<p>Prontamente i miei compagni mi fanno notare che sulla mappa, <strong>l\u00ec<\/strong>, proprio <strong>davanti<\/strong> a noi, passa una <strong>linea<\/strong>; \u00e8 una linea immaginaria, \u00e8 una linea spesso maledetta, ma \u00e8 una linea importante. \u00c8 una <strong>linea<\/strong> di <strong>confine<\/strong>: al di l\u00e0 della catenella c&#8217;\u00e8 un altro paese, la Bosnia. Va bene l&#8217;Europa e il grande valore che i nostri <strong>documenti<\/strong> da occidentali hanno in questo mondo, ma la Bosnia non aderisce a Schengen ed entrare illegalmente di <strong>questi<\/strong> <strong>tempi<\/strong> probabilmente non \u00e8 una buona idea per noi.\u00a0\ud83d\ude09 <strong>*<\/strong><\/p>\n<h1><strong>Bosnia<\/strong><\/h1>\n<p>Durante il primo giorno di <strong>Bosnia<\/strong> mettiamo in pausa la TET per andare a vedere il parco nazionale della <em>Una<\/em>.<\/p>\n<p>La Bosnia ci accoglie come mi aspettavo, le prime <strong>moschee<\/strong>, i primi <strong>niqab<\/strong> indossati dalle <strong>turiste<\/strong> provenienti dal medio-oriente, i <strong>prezzi<\/strong> bassi, il <strong>marco<\/strong> bosniaco, la <strong>gentilezza<\/strong> delle persone&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC_4065MRp.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-3294 \" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC_4065MRp-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"433\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC_4065MRp-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC_4065MRp-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC_4065MRp-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC_4065MRp-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/a>Varchiamo infatti il confine in una <strong>zona<\/strong> <strong>bosniaco-musulmana<\/strong>, attorno a <em>Biha\u0107<\/em>, ma gi\u00e0 la sera stessa ci troviamo in una zona <strong>croata<\/strong>&#8211;<strong>cristiana<\/strong>; cos\u00ec in Bosnia ogni volta che incontri una <strong>nuova<\/strong> <strong>cittadina<\/strong> non sai mai se troverai bandiere <strong>croate<\/strong>, chiese <strong>cattoliche<\/strong> o <strong>moschee<\/strong>, chiese <strong>ortodosse<\/strong> o i grandi cartelli che delimitano la repubblica <em>Srpska<\/em>.<\/p>\n<p>La leggerezza del viaggiare in compagnia ci porta a cercare riposo in un paesotto evidentemente <strong>poco<\/strong> <strong>turistico<\/strong>, dove <strong>l&#8217;unica<\/strong> struttura in grado non solo di offrire un letto, ma anche solo un boccone per la cena, \u00e8 un <strong>hotel<\/strong> a 2 stelle, costruito davanti a un <strong>ecomostro<\/strong>.<\/p>\n<p>I <strong>bosniaci<\/strong> appaiono spesso <strong>timidi<\/strong> nei nostri confronti, il ragazzo che ci porta a vedere il garage dell&#8217;hotel \u00e8 evidentemente <strong>imbarazzato<\/strong> quando apre la porta della legnaia puzzolente di fumo e ci indica dove parcheggiare. Sono pi\u00f9 <strong>poveri<\/strong> di noi e lo sanno; sembrano quasi <strong>vergognarsene<\/strong>, ma <strong>sbagliano<\/strong>. <strong>Non<\/strong> <strong>siamo<\/strong> l\u00ec per <strong>giudicare<\/strong>. Dopotutto a me la moto l&#8217;hanno rubata a <em>Bari<\/em>, non a <em>Mostar<\/em> e nemmeno a <em>Elbasan<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Attendevo<\/strong> la prima <strong>cena<\/strong> <strong>bosniaca<\/strong> da quando otto giorni prima ero partito da casa. Ma quando realizzo il <strong>costo<\/strong> di una <strong>birra<\/strong> ho comunque un sussulto, non ero abbastanza preparato, faccio un bel sorso di quella che gi\u00e0 mi avevano servito e con un movimento molto vistoso mi giro verso il cameriere e ne ordino subito un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Sappiamo che la <strong>cucina<\/strong> dei <strong>Balcani<\/strong> non offre molta variet\u00e0 e quella bosniaca men che meno, soprattutto se paragonate alle cucine vicine di Italia e Grecia. Eppure a me piace, eccome se <strong>piace<\/strong>! Tanta <strong>carne<\/strong> cucinata e accompagnata egregiamente, <em>cevapi<\/em>, <em>pijeskavika<\/em>, ma anche pita, <em>burek<\/em>, <em>kaymak<\/em> ecc&#8230; Con l&#8217;equivalente di 8\u20ac a testa mangiamo e beviamo quel tanto che basta per <strong>rotolare<\/strong> fino alla nostra <strong>camera<\/strong> e risvegliarci 8 ore dopo.<\/p>\n<p>Il <strong>primo<\/strong> giorno di <strong>TET<\/strong> Bosnia scorre tranquillo, tra larghe <strong>strade<\/strong> <strong>bianche<\/strong>, <strong>boschi<\/strong> infiniti, <strong>cani<\/strong> molto affettuosi, una leggera <strong>pioggerellina<\/strong>, qualche cartello di attenzione <strong>mine<\/strong>, campi da <strong>basket<\/strong> in posti impensabili e le prime <strong>vecchiette<\/strong> che parlano alle mucche esattamente come nel film &#8220;<em>Perfect Day<\/em>&#8220;.<\/p>\n<h1><strong>Il Bosco<\/strong><\/h1>\n<p>Si dice che durante la prima guerra mondiale i <strong>soldati<\/strong> obbligati a lunghe <strong>marce<\/strong> riuscivano a vivere una specie di stato <strong>dormiente<\/strong> mentre erano costretti a <strong>marciare<\/strong>. Esausti <strong>dormivano<\/strong> mentre <strong>camminavano<\/strong>. Non \u00e8 uno stato mentale a cui sono stato mai obbligato, ovviamente. Ma a volte ci penso quando durante una lunga camminata i <strong>pensieri<\/strong> iniziano a prendere sempre pi\u00f9 spazio nella mente, tanto da rendere la <strong>camminata<\/strong> un\u2019azione <strong>automatica<\/strong>, seppur su terreni accidentati.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7510p.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3296 \" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7510p-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7510p-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7510p-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7510p-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7510p-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/DSC7510p.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il cervello inizia a gestire d\u2019istinto l\u2019azione <strong>fisica<\/strong> e dall\u2019altra parte i <strong>pensieri<\/strong> corrono, pi\u00f9 <strong>veloci<\/strong> del solito, corrono, apparentemente autonomi, ma in realt\u00e0 fortemente <strong>condizionati<\/strong> dal <strong>contesto<\/strong> e dagli stimoli da cui la mente riceve gli input. Mi succede anche in <strong>moto<\/strong>, la guida diventa tranquilla e fluida; i movimenti sono automatici e precisi. La mente inizia a correre e pensa ad altro. Non succede spesso, ci vogliono alcune variabili giuste al momento giusto.<\/p>\n<p>Anche in <strong>fuoristrada<\/strong> pu\u00f2 succedere; un tratto piano, con tante curve dolci di solito concilia. Ma ancor di pi\u00f9 \u00e8 possibile quando ti trovi attorno ai 1000-1500 metri di altezza in un un fitto <strong>bosco<\/strong> in Bosnia, con nebbia e temperatura fresca, nella seconda met\u00e0 del viaggio, il <strong>corpo<\/strong> \u00e8 <strong>provato<\/strong> ma la <strong>mente<\/strong> sta pi\u00f9 che bene, stimolata dalle mille <strong>avventure<\/strong> vissute finora. Lo <strong>stato<\/strong> <strong>mentale<\/strong> \u00e8 <strong>leggero<\/strong>, quasi onirico, ma i pensieri sono reali e i pi\u00f9 disparati. Si pensa alla <strong>vita<\/strong>, al futuro, alla morte; si pensa a chi \u00e8 a casa, si pensa al <strong>mondo<\/strong>. Difficile accorgersene, ma in realt\u00e0 i pensieri sono fortemente legati a quello che l\u2019ambiente attorno suscita nel proprio <strong>subconscio<\/strong>; ed un <strong>fitto<\/strong> <strong>bosco<\/strong> con nebbia e temperature autunnali non pu\u00f2 che suscitare pensieri un po\u2019 cupi, un po\u2019 oscuri, ma sempre estremamente carichi di <strong>speranza<\/strong>.<\/p>\n<p>Non ricordo pi\u00f9 quando abbiamo fatto l\u2019ultima <strong>pausa<\/strong>, non vedo i miei <strong>compagni<\/strong> dietro di me e le gambe iniziano a chiedere <strong>riposo<\/strong>. Mi <strong>fermo<\/strong>, mi tolgo il casco e mi siedo, vorrei <strong>continuare<\/strong> ad alimentare questo stato di <strong>leggerezza<\/strong>, ma arrivano i compagni di viaggio. La <strong>condivisione<\/strong> \u00e8 anche questo, non tutti hanno <strong>l\u2019empatia<\/strong> giusta per capire il momento, ma qualcuno s\u00ec e alla fine ci godiamo qualche minuto di completo <strong>silenzio<\/strong>; in tre che a malapena si <strong>conoscono<\/strong>, in un fitto bosco in mezzo alla nebbia, lontano da tutto e da <strong>tutti<\/strong>, a migliaia di km di <strong>distanza<\/strong> da casa, in un paese <strong>straniero<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>*<\/strong> <em>Scopro solo qualche settimana dopo, a casa, che proprio quella frontiera \u00e8 l\u2019ultima barriera che i migranti della rotta balcanica devono superare per riuscire ad entrare in Europa. Frontiera che \u00e8 molto ben pattugliata dalla polizia Croata, la quale violentemente picchia, deruba e respinge i migranti in Bosnia, intrappolandoli l\u00ec per mesi.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/index.php\/2019\/09\/21\/make-it-adventure-1988-2018-parte-3\">Parte 3<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi incrocio con Rebecca nella cittadina di Kocevje, pronti per iniziare la TET Croazia il giorno dopo; non essere pi\u00f9 in viaggio da solo fa cambiare tante cose, scopro per\u00f2 con piacere che la sostanza rimane e l&#8217;equilibrio viene velocemente recuperato. 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