{"id":3155,"date":"2016-04-28T22:55:18","date_gmt":"2016-04-28T21:55:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/?p=3155"},"modified":"2016-04-29T23:48:47","modified_gmt":"2016-04-29T22:48:47","slug":"il-sole-di-marzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/index.php\/2016\/04\/28\/il-sole-di-marzo\/","title":{"rendered":"Il sole di marzo"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Dedicato a tutti quelli che mi sono stati vicini quelle ore e i giorni sucessivi. Grazie.<\/em><\/p>\n<p>Che bello il <strong>sole<\/strong> di <strong>marzo<\/strong>, quando c&#8217;\u00e8! Una <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Fkn79aZVmJM\">canzone<\/a> della\u00a0<em>Piccola Bottega Baltazar<\/em>\u00a0dice <em>&#8220;Marso mato e baer\u00ecn, piova, vento e gran casin.<\/em><br \/>\n<em> Tanti i dixe che sia nati proprio a marso, i sindacati.&#8221;<\/em> (Marzo matto e ballerino, pioggia, vento e un gran casino. Tanti dice che siano nati proprio a marzo i sindacati).<\/p>\n<p>Era il 26 marzo ed era Sabato Santo prima di Pasqua, sole, <strong>giornata splendida<\/strong>, con i ragazzi siamo andati ad <strong>esplorare<\/strong> una nuova zona (santo wikiloc)&#8230;scopriamo un reticolo di <strong>strade sterrate<\/strong> carrabili bellissime. Le nostre maxi <strong>enduro<\/strong> ci sguazzano, la\u00a0mia KTM 990 Adventure mi regala come ogni volta un mix di senso di <strong>libert\u00e0<\/strong> e <strong>adrenalina<\/strong>.<\/p>\n<p>Ogni tanto le strade si stringono e poi si riaprono, arriviamo sul <strong>greto<\/strong> di un <strong>fiume.<\/strong><br \/>\nNon sono mai stato in <strong>Africa<\/strong>, ma ritrovarmi in moto nei <strong>larghi spazi<\/strong> di alcuni greti molto sassosi mi fa <strong>viaggiare<\/strong> con la <strong>mente<\/strong>. Non ci sono strade o sentieri, solo tracce, e tu devi<strong> navigare a vista<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/index.php\/2016\/04\/28\/il-sole-di-marzo\/wpid-wp-1461969506291-jpg\/\" rel=\"attachment wp-att-3172\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-3172\" alt=\"wpid-wp-1461969506291.jpg\" src=\"http:\/\/www.lorenzobraghetto.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/wpid-wp-1461969506291.jpg\" width=\"323\" height=\"242\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo pranzo rifacciamo la strada in senso opposto, erano le 17, qualcuno probabilmente sarebbe tornato a <strong>casa<\/strong> di l\u00ec a poco, io pensavo di <strong>esplorare ancora un po&#8217;<\/strong> di traccia.<\/p>\n<p>Sto\u00a0facendo\u00a0strada, sono\u00a0ispirato, gli <strong>altri<\/strong> mi\u00a0<strong>seguono<\/strong>, ma ad un certo punto non li sento\u00a0pi\u00f9. Sono di solito il pi\u00f9 <strong>veloce<\/strong>, o forse il pi\u00f9 <strong>scemo<\/strong>.<br \/>\nLa strada qui era <strong>stretta<\/strong>, entra dentro il <strong>bosco<\/strong>, un piccolo <strong>guado<\/strong>, poi si apre vicino a <strong>campi<\/strong> coltivati; c&#8217;\u00e8 profumo di <strong>erba cipollina<\/strong> selvatica e di bruscandoli, tutto \u00e8 verde, la <strong>primavera<\/strong> \u00e8 qui.<\/p>\n<p>Un attimo dopo sono <strong>disteso<\/strong>, mi dispero dal <strong>dolore<\/strong>, un <strong>ceppo<\/strong> di un albero mi aveva <strong>sconfitto<\/strong>. Batto i <strong>pugni<\/strong> a terra e mi copro il viso con il braccio.<\/p>\n<p>A volte \u00e8 questione di un <strong>attimo<\/strong>, a volte di <strong>mesi<\/strong>, \u00e8 il bello della vita. Quel ceppo era <strong>basso<\/strong>, tanto basso da non averlo visto; quel ceppo era <strong>alto<\/strong>, tanto alto da sbatterci addosso il piede ai 30 km\/h.<\/p>\n<p>Anche chi mi conosce bene <strong>raramente<\/strong>\u00a0mi ha visto <strong>arrabbiato<\/strong>, incazzato; l\u00ec lo ero, molto. Non so descrivere con precisione contro cosa ero arrabbiato, posso dire genericamente &#8220;con la situazione&#8221;, ma a ripensarci forse in <strong>quell&#8217;instante<\/strong>\u00a0avevo gi\u00e0 <strong>capito<\/strong>; il dolore da <strong>frattura<\/strong> sotto sotto<strong> lo riconosco<\/strong>.<\/p>\n<p>Non potevo per\u00f2 essere cosciente della situazione, nel frattempo arrivano i miei compagni, tolgo lo <strong>stivale<\/strong>, tolgo il <strong>calzino<\/strong> e vedo le <strong>dita rosse<\/strong> di sangue.\u00a0Non ho avuto il <strong>coraggio<\/strong> di <strong>guardare<\/strong> attentamente lo stato, ne allora ne i giorni sucessivi; solo qualche <strong>occhiata<\/strong>.<\/p>\n<p>Capisco subito che bisogna\u00a0chiamare il <strong>118<\/strong>, io per\u00f2 sono in mezzo al <strong>bosco<\/strong>, qui l&#8217;ambulanza non arriva.<\/p>\n<p>Spesso <strong>viaggio solo<\/strong>, che sia un viaggio di settimane o un pomeriggio in moto. Quella volta <strong>fortunatamente<\/strong> solo <strong>non<\/strong> lo ero, non so come avrei reagito altrimenti, non so se il cellulare aveva campo, non so se sarei riuscito a risalire la collina per arrivare alla casa del contadino.<\/p>\n<p>Per <strong>fortuna<\/strong> avevo gli <strong>amici<\/strong>; laviamo la ferita e la medichiamo al volo. Facciamo qualche metro con due persone che mi alzano\u00a0di peso&#8230;difficile arrivare fino a sopra cos\u00ec. Da incauto dico agli altri che potevo guidare e andare su da solo con la moto. Fortunatamente non me l&#8217;hanno lasciato\u00a0fare.<\/p>\n<p>Salgo la collina montando dietro ad un amico, col terrore che potesse sbilanciarsi a destra, dalla parte del piede ferito.<\/p>\n<p>Non <strong>sentivo<\/strong> pi\u00f9 <strong>il piede<\/strong> e temevo che il danno fosse grave, in quei casi il trauma interessa una <strong>zona generica<\/strong>, non percepisci un dolore circoscritto all&#8217;osso fratturato.<\/p>\n<p>Arriva <strong>l&#8217;ambulanza<\/strong> e da l\u00ec in poi mi sono tranquillizzato. Ho chiamato i miei prima di arrivare in pronto soccorso.<\/p>\n<p>Il giorno dopo ero <strong>ricoverato<\/strong> a Padova, la mia citt\u00e0 e il mercoled\u00ec dopo le festivit\u00e0 pasquali mi hanno <strong>operato<\/strong>. Ora sono a casa,\u00a0sono passati 21 giorni dall&#8217;incidente e ne mancano 13 perch\u00e8 mi tolgano i <em>&#8220;fili di k&#8221; <\/em>(dei chiodini)\u00a0che mi hanno infilato per tenere ferme le ossa. <em>L&#8217;unghia<\/em> dell&#8217;alluce non c&#8217;\u00e8 e non si sa quanto ricrescer\u00e0.<\/p>\n<p>Bloccato a casa mi annoio un po&#8217;, voglia di tornare in moto ce n&#8217;\u00e8 in abbondanza, ma non ci penso troppo, non ha senso; per lo meno non a trentanni.<\/p>\n<p>Non posso, per\u00f2, fare a meno di sfogliare il mio taccuino\u00a0degli appunti e rileggere questo pensiero scritto proprio per questi momenti,<\/p>\n<blockquote><p><strong>Per quando finir\u00f3 nei guai inseguendo il bambino ben visibile all\u2019orizzonte in sella ad una moto:<\/strong><\/p>\n<p>Nella vita si sbaglia, si cade, ci si rialza.<br \/>\nNella vita commetti errori e per questo puoi essere giudicato. Stupido, irresponsabile, te la sei andata a cercare\u2026<\/p>\n<p>Ad ogni passo calcoliamo; calcoliamo le conseguenze delle nostre azioni, proviamo a prevedere quello che pu\u00f2 succedere. Quando sbagliamo qualcosa \u00e8 perch\u00e9 abbiamo calcolato male.<\/p>\n<p>Giudicatemi per i miei errori di calcolo, ma non per i miei sogni.<br \/>\nGiudicatemi perch\u00e9 non ho visto quel sasso, quella buca, quella macchina..ma non giudicatemi perch\u00e9 ho scelto di non rinunciare, ho scelto di fare, di provarci, ho scelto di vivere.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dedicato a tutti quelli che mi sono stati vicini quelle ore e i giorni sucessivi. Grazie. Che bello il sole di marzo, quando c&#8217;\u00e8! Una canzone della\u00a0Piccola Bottega Baltazar\u00a0dice &#8220;Marso mato e baer\u00ecn, piova, vento e gran casin. 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