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	<title>Lorenzo Braghetto's Blog &#187; Open source/Free software</title>
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		<title>Asterisk, Jabber/XMPP e Gtalk</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:25:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da sempre ho avuto una certa repulsione sullo spendere soldi per comunicare, da (quasi) nativo digitale mi è sempre sembrato tecnologicamente una follia farlo solo perchè così aveva deciso il mercato della telefonia. Pensiamo a quanto costa a noi e quanti bit consuma un SMS. Ammetto poi che quest&#8217;idea ha potuto contare sul mio carattere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre ho avuto una certa <strong>repulsione</strong> sullo <strong>spendere soldi per comunicare</strong>, da (quasi) nativo digitale mi è sempre sembrato tecnologicamente una follia farlo solo perchè così aveva deciso il mercato della telefonia. Pensiamo a quanto costa a noi e quanti bit <em>consuma</em> un SMS.</p>
<p>Ammetto poi che quest&#8217;idea ha potuto contare sul mio <strong>carattere</strong> non proprio smanioso di comunicazione 1a1 e, si, magari anche non proprio <strong>spendaccione</strong> <img src='http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> . Mi ricordo che una volta, con vodafone e naturalmente ancora senza abbonamento a internet, non feci una ricarica per così tanto tempo che mi arrivò un SMS che mi intimava a farne una, altrimenti la sim si sarebbe disattivata.</p>
<p>Sono un fan delle <strong>soluzioni accessibili</strong>, che <strong>abbattono barriere</strong> e che grazie alla tecnologia permettono di <strong>aggirare ostacoli</strong>, magari evitando di dipendere da decisioni di altri. In poche parole basta SMS/Telefonate tradizionali, mi basta Internet! Si possono trovare traccia di questi discorsi sul blog <a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2007/10/31/3-skypephone-rivoluzione/">qui</a> e <a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2009/12/18/voip-in-3g-con-android/">qui</a>.</p>
<p>Attualmente la soluzione più semplice è usare <strong>Gtalk</strong>, ribadisco per chi non avesse letto <a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/12/28/scelte-consapevoli-aka-perche-non-usare-whatsapp/">questo</a> che non parlo di Gtalk perchè di Google o perchè integrato bene in Android, ma perchè Gtalk usa <strong>protocolli aperti</strong>, Jabber/XMPP. Con Gtalk quindi è già possibile scrivere e fare chiamate audio/video da Android, <strong>sostituendo le spese di telefonia</strong>.</p>
<p>A casa ho un <strong>telefono voip</strong>, non lo uso più per le chiamate su rete tradizionale perchè non mi interessa (ma ci vorrebbe un attimo per ripristinarlo), lo uso di più invece come semplice <strong>interno Asterisk</strong> da chiamare via SIP per contattare casa. L&#8217;utilizzo che ne faccio però è solo <strong>cellulare-&gt;casa</strong>, perchè <strong>altrimenti</strong> dovrei tenere sempre acceso un <strong>client SIP</strong> sul telefono, sprecando <strong>batteria</strong>.</p>
<p><strong>Gtalk</strong> invece è sempre attivo in <strong>background</strong> su Android, <em>come posso unire le due cose</em>?</p>
<p>Come ho detto Gtalk usa protocolli aperti, tecnicamente mettere in comunicazione il protocollo SIP con la libreria jingle di XMPP non dovrebbe essere difficile, infatti il team <strong>Asterisk</strong> ci ha già pensato!</p>
<p>Non mi dilungo sula configurazione necessaria perchè di guide se ne trovano a bizzeffe.</p>
<h2>Google</h2>
<p>Ti <strong>ringrazio</strong> vivamente <strong>Google</strong> per aver scelto un <strong>protocollo aperto</strong> per il tuo servizio chat di riferimento, ma perchè mai dovresti abbandonare gli standard per <strong>fare di testa tua</strong>?</p>
<p>Non ho studiato XMPP ne Jingle, ci ho solo giochicchiato, ma posso dire senza dubbi che Google <strong>crea problemi di integrazione</strong> con Gtalk semplicemente perchè <strong>personalizza gli stream</strong> che i vari client usano per comunicare col server. A prova di questo basta sapere che Asterisk usa, giustamente, <strong>due plugin diversi per la stessa cosa</strong>, uno per Jabber e uno per Gtalk.</p>
<p>Non conosco l&#8217;history dei cambiamenti, ma ho letto di sviluppatori che si lamentavano di <strong>cambiamenti improvvisi</strong> di Google che rompevano compatibilità. In più posso garantire che con il <strong>client Android</strong> per Gtalk ha ulteriormente<strong> fatto confusione</strong> cambiando lo stream di comunicazione.</p>
<p>Non solo, sia il client Android (4.0) che il client da Google+ (con microfono e webcam disponibili) hanno impostato &#8220;<em>jingle capable = no</em>&#8220;, vale a dire che si auto dichiarano <strong>non</strong> capaci di fare <strong>chiamate</strong> audio/video, quando sappiamo benissimo che ne sono capaci. <strong>#nosense</strong></p>
<p>Ringrazio anche Asterisk per essere un ottimo centralino software, ma soprattutto per essere Open Source. Così ho preso il file <em>chan_gtalk.c</em> e ho cercato di capire come poter ovviare alla confusione creata da Google.</p>
<p>Ne ho tirato fuori queste<strong> 3 semplici patch</strong>, la prima <a href="https://gist.github.com/1710331">qui</a> è un workaround abbastanza &#8220;sporco&#8221;, semplicemente se vede &#8220;android_talk*&#8221; come <em>resource</em> <strong>forza</strong> l&#8217;avvio della <strong>chiamata</strong>; la seconda, <a href="https://gist.github.com/1725076">qui</a>, risolve invece un problema con le chiamate da Gtalk verso Asterisk che non vengono processate perchè nel client Android il <strong>tag</strong> &lt;/jingle&gt; viene chiuso prima del tag &lt;session&gt;; la terza, <a href="https://gist.github.com/1725447">qui</a>, risolve un problema simile, ma per le chiamate verso Gtalk. La versione di Asterisk su cui ho lavorato è la <strong>1.8.9.0</strong>.</p>
<h2>Morale</h2>
<p><strong>Grazie a protocolli aperti</strong> possiamo far parlare &#8220;cose&#8221;, software e protocolli stessi <strong>completamente differenti,</strong> anche se l&#8217;azienda di turno non ha previsto utilizzi diversi da quello base.</p>
<p>Non basta usare un protocollo aperto, ma bisogna anche rispettarne gli <strong>standard</strong>, Google ha il vizietto di non farlo e di personalizzarsi le cose, meglio sempre stare allerta. (per non parlare di Apple che usa XMPP castrato e non accessibile)</p>
<p>Grazie alla disponibilità del <strong>codice sorgente</strong> ho potuto fixare e segnalare le modifiche al team Asterisk.</p>
<p><em>Eppure c&#8217;è chi continua a usare protocolli chiusi, continua a sostenere aziende che palesemente lo prendono in giro e continua ad usare software proprietario&#8230;</em></p>
<h2>Fattibilità</h2>
<p>Non tutti hanno la possibilità di avere un server Asterisk e purtroppo da quello che ho capito ne pbexes ne liberailvoip supportano le chiamate via XMPP. Oltre ovviamente ad arrangiarsi con il semplice Gtalk, si può sempre installare Asterisk su un router/access point con openwrt.</p>
<p>Sempre per la storia che Google fa le cose a metà, il client Android utilizza l&#8217;autoparlante generale per le chiamate (o le cuffie se attaccate), rendendo le chiamate a volte impossibili da fare in pubblico. In quel caso ovviamente si può sempre usare un client SIP normale, l&#8217;importante è aver catturato l&#8217;attenzione della persona con una chiamata (o con un messaggio, usando il comando JabberSend di Asterisk).<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation2800" name="45.417,11.883000000000038" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
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		<title>Il futuro di internet</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri twitter pubblica questo post. Sostanzialmente twitter sotto richiesta da parte di un Governo può censurare alcuni tweet in quel Paese, mentre rimarranno disponibili nel resto del mondo. Questo è stato necessario, dice twitter, perchè altrimenti l&#8217;alternativa sarebbe stata non poter del tutto operare in alcuni Paesi. Una buona analisi e qualche dubbio, che fanno pensare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2776 alignright" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="tweetthis_tienamen" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/01/tweetthis_tienamen.jpg" alt="" width="315" height="225" /></p>
<p>Ieri <strong>twitter</strong> pubblica questo <a href="http://blog.twitter.com/2012/01/tweets-still-must-flow.html">post</a>.</p>
<p>Sostanzialmente twitter sotto richiesta da parte di un <strong>Governo</strong> può <strong>censurare</strong> alcuni tweet in quel Paese, mentre rimarranno disponibili nel resto del mondo. Questo è stato necessario, dice twitter, perchè altrimenti l&#8217;alternativa sarebbe stata non poter del tutto operare in alcuni Paesi.</p>
<p>Una buona analisi e qualche dubbio, che fanno pensare che quasi quasi era meglio non andare proprio in alcuni Paesi, l&#8217;ha scritto <a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2012/01/twittercensura.html">Quintarelli</a> qui. In questo post ne linka anche uno più vecchio che mi ha fatto pensare (ci pensavo già da un po&#8217;, ma lo uso come spunto).</p>
<p><a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2010/05/diaspora-un-passo-nella-giusta-direzione.html">Diaspora: un passo nella giusta direzione</a></p>
<p>In che direzione sta andando <strong>internet</strong>?</p>
<div>
<p>Se le <strong>e-mail</strong> fossero state pensate prima da un <strong>privato</strong> piuttosto che dalle <strong>università</strong>? Sarebbe nato il solito <em>&#8220;social&#8221; coso</em> con un&#8217;azienda dietro?! Software prorpietario, API chiuse, EULA, dati utente tenuti ben stretti, monopolio su quel tipo di servizio e tanti saluti ad una sana competizione?</p>
<p>Abbiamo bisogno di <strong>protocolli aperti</strong>, di <strong>servizi interoperabili</strong> fra di loro e di possedere noi i nostri dati.</p>
<p>Ora invece abbiamo soggetti terzi che detengono il <strong>monopolio</strong> su un tipo di servizio, che possiedono i<strong> nostri dati</strong> e che si fanno la guerra fra di loro per poterli gestire, rendendo facile un <strong>controllo</strong> dall&#8217;alto, vedi appunto twitter e la sua decisione di <strong>censura facile</strong>.</p>
<p>Questa è la dimostrazione che <strong>non</strong> <strong>può</strong> essere sempre il <strong>mercato</strong> a <strong>decidere</strong> il futuro di una tecnologia, soprattutto se si parla di comunicazione e informazione, vedi internet. Bisogna sedersi ad un tavolo e prendere decisioni comuni, definire <strong>standard</strong>, senza interessi economici dietro.</p>
<p>Il cloud di Google, i social network proprietari, dropbox, megaupload &amp; co, tutte cose che andrebbero ripensate con cose come <a href="http://owncloud.org/">Owncloud</a>, <a href="http://status.net/">Status.net</a> &#8211; <a href="http://diasporaproject.org/">Diaspora</a>, Torrent ecc&#8230;</p>
<p>Meno business e meno aziende? Forse si o forse no. Politiche di &#8220;<a href="http://www.dataliberation.org/">data liberation</a>&#8221; forti e <strong>servizi</strong> basati non sui software (che sarebbero open source e interoperabili), ma sulle <strong>risorse</strong> (hosting) e <strong>assistenza</strong>, risolverebbero molti problemi, segnerebbero <strong>un&#8217;evoluzione</strong> di internet a favore degli utenti che costringerebbe le aziende ad <strong>adattarsi</strong> salvando solo quelle migliori.</p>
<p>Tecnicamente già molto è possibile, basterebbe volerlo, tutti. Della chat ho già <a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/12/28/scelte-consapevoli-aka-perche-non-usare-whatsapp/">parlato</a>, no?</p>
</div>
<p><br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation2775" name="45.417,11.883000000000038" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Scelte consapevoli (aka perchè non usare Whatsapp)</title>
		<link>http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/12/28/scelte-consapevoli-aka-perche-non-usare-whatsapp/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 18:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piccola premessa, parlo di Whatsapp perchè mi è più facile usarlo come esempio e perchè è diventato necessario parlarne, ma lo stesso discorso è validissimo anche per Skype è potrebbe essere usato anche per i .doc e tante altre cose. Nell&#8217;ultimo anno gli smartphone hanno fatto il boom e con loro abbiamo visto nascere molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piccola premessa, parlo di Whatsapp perchè mi è più facile usarlo come esempio e perchè è diventato necessario parlarne, ma lo stesso discorso è validissimo anche per Skype è potrebbe essere usato anche per i .doc e tante altre cose.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno gli <strong>smartphone</strong> hanno fatto il <strong>boom</strong> e con loro abbiamo visto nascere molti sistemi di messaggistica più o meno innovativi. L&#8217;unico che veramente ha fatto la differenza sembra essere stato <strong>Whatsapp</strong> (compatibile anche con smartphone non proprio di ultima generazione, BlackBerry e Symbian).</p>
<p>Perchè lui? Non lo so, non lo voglio sapere.</p>
<h2>Discorso filosofico/etico/tecnologico</h2>
<p>Parliamoci chiaro, da quanto esistono le <strong>chat</strong> o programmi di <strong>messaggistica</strong> istantanea? <strong>Anni</strong>, decenni, da quando esiste internet probabilmente. Che funzionalità ci si aspetta da una chat? La possibilità di <strong>comunicare</strong> in maniera quanto più funzionale, veloce e intuitiva. Alcune funzionalità importanti esistono, come le chiamate <strong>audio/video</strong> (che estendono il classico concetto di chat) e la <strong>multipiattaforma</strong>. Possono esistere alcune &#8220;<strong>chicche</strong>&#8221; utili come emoticon, personalizzazione stato, multiconnessione, avatar, modalità diverse di aggiunta di nuovi utenti, messaggi offline ecc&#8230;</p>
<p>In tutti questi anni più o meno queste funzionalità sono state <strong>soddisfatte</strong> da quasi tutti i protocolli di chat, si latita un po&#8217; dal punto di vista audio/video per problemi tecnici o di scelta, o a volte manca multipiattaforma e multiconnessione, tipicamente per scelte <strong>commerciali</strong>.</p>
<p>Ma fra i <strong>numerosi protocolli</strong> esistenti, che più o meno tutti soddisfano quello che ci si aspetta da una chat, quale conviene <strong>scegliere</strong>?</p>
<p>C&#8217;è una funzionalità che non è comune a tutti, l&#8217;<strong>apertura del protocollo</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/12/28/scelte-consapevoli-aka-perche-non-usare-whatsapp/firefox-open-standards/" rel="attachment wp-att-2744"><img class="alignleft size-medium wp-image-2744" title="firefox-open-standards" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2011/12/firefox-open-standards-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p>Indipendentemente da quello che si pensi in questo ambito siamo tutti d&#8217;accordo che una persona è <strong>libera</strong> di usare software <strong>aperto</strong> o software <strong>proprietario</strong> come e quando gli aggrada. Se reputo sbagliata la scelta del mio interlocutore sono libero di <strong>criticarlo</strong>, ma non di rompergli con la forza l&#8217;iPhone che tiene in tasca.</p>
<p>D&#8217;altra parte però, secondo la stessa logica nessuno può <strong>obbligarmi</strong> a usare software proprietario. Nessuno può obbligarmi a usare Whatsapp o Micro$oft Office.</p>
<p>In questo modo nasce però un <strong>problema</strong>, se stiamo parlando di protocolli comunicazione fra programmi (o di formati) e se vogliamo lasciare la <strong>libertà</strong> di poter <strong>scegliere</strong> il programma che più aggrada l&#8217;utente, allora necessariamente quel protocollo deve essere <strong>conosciuto</strong> da tutti pubblicamente e deve essere liberamente <strong>implementabile</strong>. Sorpresa&#8230;<strong><em>solo i protocolli aperto lo sono</em></strong>!</p>
<p>Altrimenti se un protocollo è proprietario di una sola azienda che non fa niente per aprirne l&#8217;interoperabilità è semplicemente impossibile che programmi diversi possano parlarsi fra loro.</p>
<p>Inutile continuare la ricerca al programma più figo o più utilizzato se poi non è aperto. Nuovi protocolli di chat hanno poco da dimostrare, le necessità degli utenti sono<strong> soddisfatte da anni</strong>, l&#8217;unica cosa in cui vale la pena puntare è l&#8217;<strong>apertura e interoperabilità dei protocolli</strong>; poi ognuno è libero di creare e usare programmi, anche proprietari, che li sfruttano.</p>
<p>Guardate che è lo stesso discorso che si fa parlando di <strong>Web</strong> fatto con <strong>tecnologie aperte</strong> per garantirne <strong>l&#8217;accessibilità</strong> da parte di tutti, concetto che tutto il mondo insegue e si dichiara a favore; anche Adobe e Micro$oft, che hanno sviluppato tecnologie proprietarie utilizzate nel Web, non possono permettersi di sostenere pubblicamente il contrario. Addirittura Apple sostiene il Web con tecnologie aperte (salvo poi usare codec prorietari e obbligare l&#8217;uso di Safari/Quicktime <img src='http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p><em>Tanto quanto siamo liberi di usare browser open source o proprietari, purché rispettino gli open standard del web, dobbiamo essere liberi anche di usare i programmi di messaggistica che preferiamo, il requisito però è simile, devono usare protocolli aperti.</em></p>
<p>Queste sono questioni che devono essere care a noi utenti, è nel nostro interesse boicottare protocolli o formati proprietari.</p>
<p>Ma allora che protocollo aperto utilizzare? Ce ne sono due molto famosi con obbiettivi differenti, uno è IRC e ha il suo target non adatto alle chat 1 a 1, l&#8217;altro è <strong>XMPP</strong> o (una volta conosciuto come) Jabber.</p>
<h2>Discorso fancazzista</h2>
<p>A me il discorso sopra basta e avanza, non capisco invece se ad altre persone <strong>non sia sufficiente</strong> o semplicemente lo <strong>ignorino</strong>. Comunque lo scopo principale dell&#8217;articolo voleva essere quello di sconsigliare l&#8217;uso di Whatsapp, proviamo quindi a parlarne ad un livello più terra terra.</p>
<p><strong>Costa</strong>. Si, Whatsapp costa, non capisco, stiamo parlando di una cosa che è disponibile gratuitamente da quando esiste internet in pratica, ora arrivi te e mi dici che devo pagarla?</p>
<p>In pratica parliamo di 0.79€ per l&#8217;applicazione versione iPhone, 1,99$ all&#8217;anno per l&#8217;utilizzo della versione Android col primo anno gratis, stessa identica cosa per la versione Symbian, per BlackBerry sul sito ufficiale non trovo i costi.</p>
<p>Provo ad analizzare le feature, basandomi soprattutto sulle discussioni fatte a riguardo. Sembra sostanzialmente che i grandi vantaggi di Whatsapp siano 3:</p>
<ul>
<li><em>Multipiattaforma, finalmente possiamo smettere di usare gli SMS</em>. Per quanto sia un nobilissimo intento spero che dopo aver letto quanto scritto sopra si capisca che si tratta di un <strong>multipiattaforma falso</strong>. Lo è solo sulle piattaforme decise da Whatsapp e solo con i loro programmi proprietari. Nella pratica, per esempio, su PC non posso usarlo.</li>
<li><em>Invio di file</em>. Per quanto non sia assolutamente una brutta funzionalità, non la trovo proprio <strong>essenziale</strong>, mi &#8220;accontento&#8221; di usare le mail.</li>
<li><em>Aggiunta di nuovi utenti tramite numero di telefono</em>. Anche questa è sicuramente una cosa comoda, non considero però un problema <strong>scambiarsi</strong> anche <strong>l&#8217;email</strong>, anzi andrebbe fatto comunque; l&#8217;email ovviamente non rappresenta solo la chat collegata.</li>
</ul>
<p>Quali grosse mancanze ha invece rispetto a XMPP nominato sopra?</p>
<ul>
<li>Non posso usarlo da <strong>PC</strong> o in generale da programmi non ufficiali.</li>
<li>Devo per forza usare i <strong>loro server</strong>.</li>
<li><strong>Costa</strong>.</li>
<li>Dubbi sulla <strong>multiconnessione</strong>.</li>
<li>Chiamate <strong>audio/video</strong>. Non le ha.</li>
</ul>
<p>Qui bisogna fare direttamente riferimento al discorso filosofico/etico/tecnologico, non posso farne a meno.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/12/28/scelte-consapevoli-aka-perche-non-usare-whatsapp/176px-xmpp_logo_svg/" rel="attachment wp-att-2755"><img class="alignright size-full wp-image-2755" title="176px-XMPP_Logo_svg" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2011/12/176px-XMPP_Logo_svg.png" alt="" width="176" height="181" /></a></p>
<ul>
<li><em>Multipiattaforma/apertura protocollo</em>, il protocollo utilizzato da Whatsapp è proprietario, sviluppatori terzi non possono <strong>implementarlo</strong> nei propri programmi e gli utenti non possono scegliere programmi non ufficiali, a differenza di XMPP, quindi, non posso usarlo da <strong>PC</strong>, ne da <strong>Web</strong> ne con programmi terzi. Un piccolo esempio un po&#8217; estremo può essere il mio cordless voip, supporta la chat, quale secondo voi? Si, XMPP/Jabber.</li>
<li>Ma non solo lato client, anche lato <em>server</em> XMPP mi permette di non essere legato a nessuno in particolare, XMPP è infatti decentralizzato e i server riescono a parlarsi fra di loro&#8230;a differenza di Whatsapp;  Un esempio a riguardo è invece direttamente il <strong>mio server XMPP</strong> su lorenzobraghetto.com, il mio nome account è &#8220;monossido&#8221;.</li>
<li>Immagino non abbia la <em>multiconnessione</em>, ma nel momento in cui non posso usarlo da PC risulta anche inutile, mi chiedo nel caso lo si installi sia su smartphone che tablet cosa succeda, googlando non ho trovato risposte. XMPP punta molto sulla multiconnessione e tramite un sistema di <strong>prorità dinamiche</strong> prova a indovinare a quale &#8220;postazione&#8221; recapitare il messaggio nel caso un account sia connesso da più dispositivi. Le priorità possono essere gestite a mano o ogni client può applicarle dinamicamente a seconda della presenza o meno dell&#8217;utente.</li>
<li>Non so perchè non abbia <em>chiamate audio/video</em>, probabilmente, spero per loro, le metteranno.</li>
</ul>
<h2>Gtalk</h2>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/12/28/scelte-consapevoli-aka-perche-non-usare-whatsapp/dft0orub-3ust7oohkulgdl72ejkfbmt4t8yenimkbvaiqdb_rd1h6kmubwtcebj/" rel="attachment wp-att-2756"><img class="alignleft size-full wp-image-2756" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="dFt0oRub-3UsT7oOHKuLgDl72eJkfbmt4t8yenImKBVaiQDB_Rd1H6kmuBWtceBJ" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2011/12/dFt0oRub-3UsT7oOHKuLgDl72eJkfbmt4t8yenImKBVaiQDB_Rd1H6kmuBWtceBJ.jpg" alt="" width="176" height="211" /></a></p>
<p>Al proliferarsi di diversi protocolli di messaggistica, Google ha reagito nella maniera più intelligente. Credo di non aver fatto mai questo discorso sul blog, ma al mio talk su Android <a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/10/24/android-il-mio-talk-al-pip/" target="_blank">qui</a> l&#8217;ho accennato. Google guadagna soldi attraverso i servizi dati agli utenti e non vendendo software; questo modello di business credo si sposi particolarmente bene col modello di sviluppo opensource. Con alcuni limiti (pensiamo alle Google Apps nei nostri telefoni) Google l&#8217;ha dimostrato egregiamente con Android, ma già nel 2005 lo dimostrò con Gtalk.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gtalk</strong> infatti <strong>utilizza</strong> il protocollo di messaggistica <strong>XMPP</strong> di cui ho parlato fin&#8217;ora. L&#8217;ha implemento in maniera totalmente standard tanto che gli account Gtalk possono comunicare con gli altri account XMPP. Da quanto so la libreria utilizzata da XMPP per le chat audio/video è proprio quella sviluppata da Google e rilasciata con licenza BSD, si chiama <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jingle_(protocol)">libjingle</a>.</p>
<p>Gtalk rappresenta la maniera più semplice di usare protocolli di messaggistica aperti, per questo lo consiglio sempre, in più l&#8217;integrazione con Android, con Gmail e Google+ è eccezionale. Purtroppo non tutto è rose e fiori, perchè per esempio il client su Android non è opensource, ma questo è un altro discorso.</p>
<h2>Apple</h2>
<p>Mi dicono che su iPhone Gtalk faccia cagare, non so con quale client, uno ufficiale Google non c&#8217;è. Lamentatevi con i vostri sviluppatori&#8230;ma non erano in assoluto i migliori su piazza?</p>
<p>Comunque leggo che iMessage si basa proprio su XMPP, giustamente Apple non aveva voglia di reinventare la ruota, ma da quello che ho capito (correggetemi se sbaglio) è un&#8217;implementazione castrata, non esiste infatti la classica aggiunta di utenti al proprio account, ma semplicemente il programma degli SMS riconosce gli utenti che stanno usando un iPhone e ti fa chattare solo con loro, stessa cosa facetime immagino. Ancora un volta Apple vi prende per i fondelli.</p>
<h2>Facebook</h2>
<p>Da un po&#8217; di tempo la chat di facebook utilizza XMPP, anche qui però l&#8217;implementazione è castrata, non è possibile gestire la lista di amici e aggiungere account non facebook.</p>
<h2>Microsoft</h2>
<p>Con tipo 10anni di ritardo, Microsoft ha reso compatibile il suo protocollo di chat usato da Live Messenger con XMPP, brava!<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation2671" name="45.417,11.883000000000038" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
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		<title>Android, il mio talk al PiP</title>
		<link>http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/10/24/android-il-mio-talk-al-pip/</link>
		<comments>http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/10/24/android-il-mio-talk-al-pip/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 22:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<description><![CDATA[Eppur si muove. A Padova, già da qualche mese (compresa pausa estiva) una volta al mese ci si incontra per alcuni talk su arogmenti più disparati riguardanti l&#8217;informatica. Lo stile è informale e i talk sono fatti per lo più da semplici appassionati di uno specifico campo che hanno voglia di condividere quello che sanno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eppur si muove. A <strong>Padova</strong>, già da qualche mese (compresa pausa estiva) una volta al mese ci si incontra per alcuni <strong>talk</strong> su arogmenti più disparati riguardanti l&#8217;<strong>informatica</strong>.</p>
<p>Lo stile è <strong>informale</strong> e i talk sono fatti per lo più da semplici appassionati di uno specifico campo che hanno voglia di condividere quello che sanno.</p>
<p>Questo è il sito, <a href="http://www.programmersinpadua.it/">programmersinpadua.it</a>, un complimenti a <a href="https://twitter.com/#!/pigatss">Andrea</a> e <a href="https://twitter.com/#!/ogeidix">Diego</a> per l&#8217;organizzazione di cui ogni volta si fanno carico.</p>
<p>Un paio di settimane fa ho tenuto un mio talk su <strong>Android</strong>. Lo scopo era parlare di un po&#8217; di background riguardante Android, un po&#8217; di retroscena e di meccaniche che stanno dietro, oltre a qualche accenno di programmazione, incentrata soprattutto sulle peculiarità di Android rispetto ad altri sistemi operativi mobili.</p>
<p>Da oggi sono disponibili i video. Peccato per il tono di voce un po&#8217; bassa che in video rende meno (live non credo sia stato un problema).</p>
<p>Si, era il mio primo talk in assoluto. (si vede?) <img src='http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A seguire le slide.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GlybNVH8QJg&#038;fmt=18">www.youtube.com/watch?v=GlybNVH8QJg</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=e2u4jwR80V0&#038;fmt=18">www.youtube.com/watch?v=e2u4jwR80V0</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1JFNuaPVJlw&#038;fmt=18">www.youtube.com/watch?v=1JFNuaPVJlw</a></p>
</p>
<div style="width:425px" id="__ss_9647699"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/monossido/presentazione-android" title="Android, panoramica e sviluppo">Android, panoramica e sviluppo</a></strong><object id="__sse9647699" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazioneandroid-111011123032-phpapp02&#038;stripped_title=presentazione-android&#038;userName=monossido" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><param name="wmode" value="transparent"/><embed name="__sse9647699" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazioneandroid-111011123032-phpapp02&#038;stripped_title=presentazione-android&#038;userName=monossido" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></div>
<p style="text-align: left;">.</p>
<p style="text-align: left;">Bè se siete nei dintorni di padova e non siete mai venuti venite alla prossima, altrimenti accontentatevi dei video <img src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":)" /> .</p>
<p><br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation2604" name="45.417,11.883000000000038" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Non capisco</title>
		<link>http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/10/06/non-capiscio/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 11:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Ora, ammetto che mi da molto fastidio scrivere questo post. Una persona è morta e merita di riposare in pace, mi piacerebbe starmene zitto. Ma non ce la faccio vista la carrellata di messaggi idioti lasciati sui vari social network. Mi limiterò quindi semplicemente a dire che non capisco. Non capisco come si possa seguire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora, ammetto che mi da molto <strong>fastidio</strong> scrivere questo post. Una persona è morta e merita di riposare in pace, mi piacerebbe starmene <strong>zitto</strong>.</p>
<p>Ma non ce la faccio vista la carrellata di messaggi idioti lasciati sui vari social network. Mi limiterò quindi semplicemente a dire che <strong>non capisco</strong>.</p>
<p>Non capisco come si possa seguire ciecamente un&#8217;azienda schifosamente <strong>capitalistica</strong> e totalmente disattenta alle <strong>libertà</strong> degli utenti.</p>
<p>Non capisco come si possa regalare soldi un&#8217;azienda che fa costruire i propri device in <strong>cina</strong> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Foxconn#Clients">appoggiandosi</a> ad un&#8217;altra azienda famosa per i tanti <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Foxconn_suicides">suicidi</a></strong> causati. Se poi si tenta di sensibilizzare gli utenti al problema l&#8217;applicazione relativa viene <strong><a href="http://techcrunch.com/2011/09/13/iphone-banned-apps-phone-story/">bannata</a></strong>.</p>
<p>Non capisco come si possa amare un&#8217;azienda ipocrita che dice di <a href="http://www.apple.com/opensource/">essere amica</a> dell&#8217;<strong>open source</strong> quando non ha mai fatto molto per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/WebKit#Origins">dimostrarlo</a>. (vedi WebKit e KHTML)</p>
<p>Non capisco come si possa cadere nel tranello del &#8220;supporta gli <strong>standard</strong> web&#8221; quando poi <a href="http://www.ossblog.it/post/6348/apple-sfrutta-gli-standard-del-web-per-business">costringe</a> ad usare programmi e codec <strong>proprietari</strong> assieme a quegli standard.</p>
<p>Non capisco come si possa sostenere un&#8217;azienda che tenta di <a href="http://www.google.it/webhp?hl=it#hl=it&amp;cp=21&amp;gs_id=4&amp;xhr=t&amp;q=apple+samsung+patents&amp;pf=p&amp;sclient=psy-ab&amp;site=webhp&amp;source=hp&amp;pbx=1&amp;oq=apple+samsung+patents&amp;aq=0L&amp;aqi=g-L1&amp;aql=&amp;gs_sm=&amp;gs_upl=&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&amp;fp=b9f8da841e162998&amp;biw=1920&amp;bih=992">battere</a> la concorrenza con quello strumento totalmente anti-innovazione rappresentato dai <strong>brevetti</strong>.</p>
<p>Non capisco come si possa essere fan di un&#8217;azienda che fa il <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/10/21/%C2%ABcosi-apple-mi-ha-cacciato%C2%BB/">training</a> ai propri <strong>dipendenti</strong> come se si trattasse di una di quelle <strong>truffe</strong> di marketing <strong>piramidale</strong>, con cori da stadio e l&#8217;imposizione di un <strong>pensiero unico</strong> (altrimenti licenziato! &#8220;<em>Non sei allineato con il pensiero Apple</em>&#8220;).</p>
<p>Non capisco come ci si possa <em>strappare i vestiti </em>per un&#8217;azienda che punta tutto sul marketing, sull&#8217;<strong>apparenza</strong>, sul <em>wow</em>, sul <em>magico</em>, sull&#8217;<em>avere</em> e non sull&#8217;essere, sul <em>nulla</em>.</p>
<p>Non capisco come si possa comprare prodotti di un&#8217;azienda che ha creato il precedente del &#8220;dispositivo bloccato&#8221;, che non puoi studiare, ne modificare, ne <a href="http://www.google.it/search?gcx=c&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;q=apple+jailbreak+illegale">farne</a> quello che vuoi. Compri il dispositivo, ma lo <strong>possiedi solo fisicamente</strong> e nient&#8217;altro, lo usi esattamente come quest&#8217;azienda ha <strong>deciso</strong> tu debba usarlo. Hanno inventato le licenze proprietarie anche per l&#8217;hardware.</p>
<p>Non capisco come si possa idolatrare il <strong>CEO</strong> di quest&#8217;azienda. L&#8217;<strong>uomo</strong> Steve Jobs la maggior parte di noi <strong>non</strong> lo conosce, ma il <strong>CEO</strong> <strong>si</strong>.</p>
<p>Non lo capisco, perchè una volta <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cMPQuv34vxQ">dice</a> che l&#8217;<strong>open source</strong> è &#8220;<em>great</em>&#8220;, <a href="http://www.electronista.com/articles/10/10/18/jobs.says.android.fragmentation.not.true.openness/">poi</a> che &#8220;<em>Open systems don’t always win</em>&#8220;. A seconda della convenienza?</p>
<p>Non lo capisco, perchè oltre ai brevetti ha tentato di <strong>attaccare</strong> la concorrenza con <strong>idiozie</strong> come il <em><a href="http://www.wired.com/gadgetlab/2010/04/steve-jobs-porn/">porno</a></em> e altre <em><a href="http://www.engadget.com/2010/10/19/tweetdeck-ceo-continues-backlash-against-jobs/">falsità</a></em>.</p>
<p>Non lo capisco perchè a me sembra che abbia contribuito a creare un mondo basato sul luccichio, sull&#8217;<strong>apparenza</strong>, nascondendo grossi <strong>problemi etici</strong>. Una <strong>metafora</strong>, nemmeno troppo distante, della <strong>finanza</strong> moderna dove tutto va bene, consumare va bene, <strong>indebitarsi</strong> va bene, l&#8217;importante è la crescita e il <strong>PIL</strong>. Della condizione dei <em>lavoratori</em>, del divario fra <em>poveri e ricchi</em>, dello sfruttamento dei paesi del <em>terzo mondo</em> non ci si deve occupare.</p>
<p>-</p>
<p>Se non condividi le tue scoperte e il tuo lavoro col mondo non crei <strong>innovazione</strong>, crei solo <strong>capitale</strong> da ridistribuire ai tuoi <strong>azionisti</strong> e per questo, di solito, non vieni ricordato dalle generazioni future.</p>
<p>Steve Jobs era un imprenditore, Apple un&#8217;azienda che fattura.</p>
<p>Capiamoci, anche un&#8217;azienda e qualunque suo dipendente può fare del bene. Sono convinto che si riesca a fare business e contemporaneamente non scendere a compromessi con la propria morale; bisogna però vedere se sei disposto a farlo o se una <strong>morale</strong> ce l&#8217;hai.</p>
<p>La cosa triste e che sembra che molti abbiano bisogno di un <strong>mito</strong> e una persona da <strong>idolatrare</strong>, ma soprattutto che lo cerchino in qualcuno che vende <strong>prodotti</strong>.</p>
<p>RIP.<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation2553" name="45.417,11.883000000000038" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
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		<title>Happy Birthday Linux! #linux20th</title>
		<link>http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/08/25/happy-birthday-linux-linux20th/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 10:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[GNU/Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Kernel]]></category>
		<category><![CDATA[Open source/Free software]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Linus]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>

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		<description><![CDATA[Auguri a Linux, il miglior kernel sulla piazza e uno dei progetti open source più conosciuti e più di successo. Presente in centinaia di device diversi e quasi sicuramente presente in tutte le nostre case. From:torvalds@klaava.Helsinki.FI (Linus Benedict Torvalds) Newsgroup: comp.os.minix Subject: What would you like to see most in minix? Summary: small poll for [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Auguri a Linux, il miglior kernel sulla piazza e uno dei progetti open source più conosciuti e più di successo. Presente in centinaia di device diversi e quasi sicuramente presente in tutte le nostre case.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.linuxfoundation.org/20th/"><img class="aligncenter" title="Linux 20th" src="http://www.linuxfoundation.org/20th/images/lf_linux20_webbadge.png" alt="Linux 20th" width="300" height="250" /></a></p>
<blockquote><p>From:torvalds@klaava.Helsinki.FI (Linus Benedict Torvalds)<br />
Newsgroup: comp.os.minix<br />
Subject: What would you like to see most in minix?<br />
Summary: small poll for my new operating system<br />
Message-ID: 1991Aug25, 20578.9541@klaava.Helsinki.FI<br />
Date: 25 Aug 91 20:57:08 GMT<br />
Organization: University of Helsinki.</p>
<p>Hello everybody out there using minix-</p>
<p>I&#8217;m doing a (free) operating system (just a hobby, won&#8217;t be big<br />
and professional like gnu) for 386(486) AT clones. This has<br />
been brewing since april, and is starting to get ready. I&#8217;d like<br />
any feedback on things people like/dislike in minix; as my OS<br />
resembles it somewhat (same physical layout of the file-sytem<br />
due to practical reasons)among other things.</p>
<p>I&#8217;ve currently ported bash (1.08) an gcc (1.40), and things seem to work.<br />
This implies that i&#8217;ll get something practical within a few months, and I&#8217;d<br />
like to know what features most people want. Any suggestions are welcome,<br />
but I won&#8217;t promise I&#8217;ll implement them <img src='http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Linus Torvalds torvalds@kruuna.helsinki.fi</p></blockquote>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5ocq6_3-nEw&#038;fmt=18">www.youtube.com/watch?v=5ocq6_3-nEw</a></p>
</p>
<p>&nbsp;<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation2540" name="45.417,11.883000000000038" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Apple user, affannosi tentativi di eliminare la concorrenza</title>
		<link>http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/06/18/apple-user-affannosi-tentativi-di-eliminare-la-concorrenza/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 15:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Open source/Free software]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<category><![CDATA[Software Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Software proprietario]]></category>

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		<description><![CDATA[Per caso mi sono imbattuto in questo articolo, segnalato su twitter da @3nrico e scritto da Diego Petrucci (@diegopetrucci). Sembra che siano già piovute alcune critiche, anche pesanti (eliminate naturalmente), quindi cercherò di non infierire ma di limitarmi ad analizzare il pensiero dell&#8217;autore e dire la mia. Leggete l&#8217;articolo prima se volete, altrimenti basti sapere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per caso mi sono imbattuto in <a href="http://www.saggiamente.com/blog/2011/06/16/perche-nel-2011-e-soprattutto-con-apple-non-ha-piu-senso-fare-un-confronto-in-base-al-numero-di-funzioni/" target="_blank">questo articolo</a>, segnalato su twitter da <a href="https://twitter.com/#!/3nrico" target="_blank">@3nrico</a> e scritto da Diego Petrucci (<a href="https://twitter.com/#!/diegopetrucci" target="_blank">@diegopetrucci</a>).</p>
<p>Sembra che siano già piovute alcune critiche, anche pesanti (eliminate naturalmente), quindi cercherò di non infierire ma di limitarmi ad <strong>analizzare</strong> il pensiero dell&#8217;autore e dire la <strong>mia</strong>.</p>
<p>Leggete l&#8217;articolo prima se volete, altrimenti basti sapere che la tesi sostenuta dall&#8217;autore è che nel 2011 non ha più molto senso <strong>confrontare</strong> il software (in particolare sistemi operativi mobile e non) in base al numero di <strong>feature</strong>, ma piuttosto basandosi sull&#8217;esperienza utente che il software riesce a regalarti.</p>
<p>Prima però parla velocemente dei <strong>prezzi</strong> e dell&#8217;<strong>hardware Apple</strong>;</p>
<blockquote><p>“Belli i Mac, ma quanto costano cari! Sono solo per ricchi!”. Chi non l’ha mai sentita?</p>
<p>Molte persone non capiscono (per ignoranza in materia, non stupidità) che puntare alla parte profittevole del mercato, che spesso combacia (ma non sempre!) con la più ricca, sia sinonimo di vendere prodotti costosi e sovrapprezzo. Il motivo per cui Apple non vende portatili da 259€ è perché ogni volta che aggiorna la linea toglie di produzione i vecchi e vende i nuovi allo stesso prezzo della precedente. Lo stesso ragionamento vale per l’iPhone.</p></blockquote>
<p><img class="alignleft" title="Apple $" src="http://i.zdnet.com/blogs/green_apple_logo_price.jpg" alt="" width="245" height="245" /></p>
<p>Non riesco a capire del tutto questo concetto, ma il fatto che un&#8217;azienda preferisca rivolgersi ad un certo settore di mercato rispetto ad un altro è semplicemente una <strong>scelta</strong> di business. Non c&#8217;è una strategia per forza giusta o per forza sbagliata. Apple è un caso di azienda che ha puntato a prodotti di qualità e sta avendo successo, ma ci sono molti casi contrari come Asus nel caso dei netbook e ora nel caso del Eee Pad Transformers che <a href="http://www.androidlab.it/stime-di-vendita-delleeepad-transformer-il-tablet-android-pi-venduto/" target="_blank">sembra</a> sia il tablet Android più venduto (ed <strong>economico</strong> fra quelli con Honeycomb).</p>
<p>Dal punto di vista dei clienti invece non c&#8217;è da discutere, il cliente dovrebbe scegliere il prodotto giusto in base alle proprie <strong>esigenze</strong> e in base al rapporto qualità/prezzo. Non c&#8217;è niente di male nel pensare che i prodotti Apple siano troppo costosi, lasciando da parte il software per un momento, iPhone ha un rapporto qualità/prezzo parecchio più basso di un LG Optimus Dual.</p>
<p>Se non si riesce a giustificare i prezzi alti di Apple è inutile cercare <strong>scuse</strong>, il fatto che in questo modo Apple riesca a &#8220;puntare alla parte profittevole del mercato&#8221; non me ne può fregare di meno&#8230;</p>
<p>Passiamo alla<strong> questione delle feature</strong>, secondo l&#8217;autore il fatto che Android abbia feature come il widget del meteo in home, o meglio come la completa possibilità di personalizzazione del launcher, sia una cosa totalmente inutile, che non ha senso non scegliere Apple solo per quello o perchè l&#8217;iPad non legge pennette usb o perchè non telefona o perchè non ha una buona fotocamera.</p>
<blockquote><p>Apple col tempo ci ha insegnato a valutare un prodotto e un ecosistema per l’esperienza che fornisce, non per il numero di funzioni che vanta. L’AppleTV è un bell’oggetto perché con un tasto può ricevere il video che quindici secondi prima ho girato sul mio iPhone, non perché legge più formati degli altri lettori DVD.</p>
<p>Sono disposto a pagare un sovrapprezzo per una serie di dispositivi che fanno poche cose ma che quando le fanno sai che, cascasse il mondo, funzionano.</p></blockquote>
<p>Traduzione, &#8220;<em><strong>Apple</strong> dicci te di cosa abbiamo bisogno</em>, quali sono le nostre <strong>esigenze</strong>, cosa possiamo fare con quello che ti paghiamo profumatamente, stai tranquilla che noi non ci lamentiamo perchè qualunque cosa tu ci dica di fare la facciamo, a noi basta che funzioni e che sia magico!&#8221;. Per Apple da sempre sicurezza e stabilità sono sinonimi di <strong>controllo</strong>.</p>
<p>Questa è la morte dell&#8217;<strong>acquisto consapevole e critico</strong> che tanto avrebbe bisogno questa società. Questo è il frutto del <strong>marketing</strong> &#8220;cattivo&#8221;, quello che ti fa credere di avere bisogno di soluzioni a problemi che il marketing stesso si è inventato. A questo proposito leggete questo <a href="http://anonimoconiglio.blogspot.com/2011/03/perche-apple-incanta-gente.html" target="_blank">articolo</a>, che non condivido in toto, ma che consiglio.</p>
<p>Tutto questo nasce soprattutto dalla <strong>blindatura</strong> dei prodotti Apple, acquisto un iPhone perchè effettivamente attira, attira lo stile, il design, la pubblicità, la moda&#8230; poi vengo a scoprire che tutte le possibilità che l&#8217;iPhone mi offre sono solo quelle che Apple ha deciso possano servire agli utenti, nulla di più; anche le &#8220;app&#8221; di terzi non hanno piena libertà di integrarsi col sistema operativo, ma gli sviluppatori devono accontentarsi di sfruttare le possibilità che Apple ha deciso possano essere utili. Se tenti di fare un passo in più semplicemente non riesci perchè iOS è un sistema operativo chiuso o se proprio ci riesci ti scontri con la politica blindatissima dell&#8217;App Store e ti rifugi su <strong>Cydia</strong>.</p>
<p>Su twitter ho scritto che in realtà un <strong>fondo di verità</strong> questo articolo ce l&#8217;ha, anche secondo me scegliere un dispositivo solo per le feature che ha può essere stupido. Cerco di fare un discorso molto meno generale però, le feature in se sono <strong>importantissime</strong>, un sistema operativo che ha tante funzionalità vuol dire che concede all&#8217;utente molte <strong>libertà</strong> di utilizzo!</p>
<p>I discorsi da tenere in considerazione sono 2:</p>
<ol>
<li>1) Stiamo vivendo un momento di enorme innovazione riguardo i sistemi operativi mobile. Ora Android potrebbe avere una feature in anteprima, ma poi bastano 2 mesi che Apple se ne esce con la stessa funzionalità, magari anche fatta meglio, poi Android nei 2 mesi dopo recupera ecc&#8230; Questo per dire che ora stiamo assistendo ad una corsa alle feature e i due principali sistemi operativi si stanno copiando a vicenda. Esempio eclatante il tethering o le notifiche.</li>
<li>2) La cosa più <strong>importante</strong> secondo me è che bisogna smetterla di considerare il software come <strong>prodotto</strong> e soprattutto come prodotto indissolubile dall&#8217;hardware.</li>
</ol>
<p><a href="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSqYLap8td9lKJ73yKfnoqBT4ihQ6BH80r_tgSQd8Dmos1mXL24&amp;t=1"><img class="alignright" title="Android open" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSqYLap8td9lKJ73yKfnoqBT4ihQ6BH80r_tgSQd8Dmos1mXL24&amp;t=1" alt="" width="204" height="247" /></a></p>
<p><em><strong>Dobbiamo</strong></em> riuscire a riacquistare il potere di scegliere quale software sia più adatto alle nostre <strong>esigenze</strong> e quali funzionalità ci interessano, <em><strong>dobbiamo</strong></em> riuscire a ribadire il nostro <strong>diritto</strong> a poter sfruttare come vogliamo i device hardware che paghiamo a peso d&#8217;oro, <em><strong>dobbiamo</strong></em> ribadire che dovremo essere liberi di modificare a nostro piacimento il software che le aziende ci propongono.</p>
<p>Questo vuol dire prima di tutto, ovviamente, incoraggiare l&#8217;utilizzo di <strong>software libero</strong>, poi incoraggiare la più possibile apertura dell&#8217;hardware, sia che si parli di <strong>driver</strong> sia che si parli <strong>bootloader</strong> sbloccabili (il sogno è arrivare all&#8217;open hardware) e infine una volta che abbiamo il nostro software che gira sui nostri device questo software sia il più possibile configurabile e modificabile/integrabile con software di terze parti senza dover ricompilare tutto.</p>
<p>Siamo noi gli utilizzatori finali e siamo solo noi a sapere quali sono le nostre esigenze, usare dispositivi che non permettono di modificarne il software significa rinchiudere l&#8217;utente in una <strong>prigione</strong>.</p>
<blockquote><p>Noto che hai un iBad, un prodotto che è una prigione, per quello che la gente parla di jailbreaking. Per prima cosa, è pieno di software che non è libero, che gli utenti non controllano: cosa inaccettabile perchè se non sei tu a controllare i programmi, sono loro a controllare te. Se finisci come l’uccellino, che entra nella gabbia perché ci son dentro semi appetitosi da mangiare, poi dopo quando la gabbia si chiude ti troverai nella posizione di uno stupido.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.melablog.it/post/14175/stallman-non-si-chiama-ipad-chiamatelo-ibad" target="_blank">Richard Stallman</a></p>
<p>Basta pensare al successo dei firmware modificati dalla comunità Android, ti aprono ad un mondo tutto nuovo, stra-pieno di feature e spesso anche migliore in stabilità (vedi il caso del LG Optimus Dual).</p>
<p>Per questo non è così importante valutare i dispositivi in commercio solo per le feature che l&#8217;azienda ha deciso di rendere disponibili, basta che poi possiamo modificarne a piacimento il software!</p>
<p>Concludo qua perchè ho già scritto molto, ma sono temi molto interessanti e ci sarebbe ancora tanto da scrivere.<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation2443" name="45.417,11.883000000000038" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
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		<title>Fossdem</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 17:30:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bye bye Fossdem, now just one more night here in Bruxelles.Posted from Brussels, Bruxelles, Belgium.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2011/02/wpid-IMG_20110206_155810.jpg" alt="image" /></p>
<p>Bye bye Fossdem, now just one more night here in Bruxelles.<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation2246" name="50.81194648,4.38295185" onclick="return false;">Posted from Brussels, Bruxelles, Belgium.</a></p>
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		<title>Le bugie sulla frammentazione Android</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 13:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Approfitto di un post farlocco su iPhoneItalia per parlare più in generale di Android e dei suoi problemi, se si vuole saltare il pippone e interessa solo la notizia (presunta) fake leggere il paragrafo Angry Birds. Steve Jobs e TweetDeck Qualche settimana fa Steve Jobs ha dato il suo primo attacco (ah no primo ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approfitto di un <a href="http://www.iphoneitalia.com/la-rovio-come-steve-jobs-android-troppo-frammentato-difficile-sviluppare-angry-birds-170863.html" target="_blank">post</a> farlocco su iPhoneItalia per parlare più in generale di Android e dei suoi problemi, se si vuole saltare il pippone e interessa solo la notizia (presunta) fake leggere il paragrafo Angry Birds.</p>
<h2>Steve Jobs e TweetDeck</h2>
<p>Qualche settimana fa Steve Jobs ha dato il suo <strong>primo attacco</strong> (ah no primo ancora c&#8217;era <a href="http://www.wired.com/gadgetlab/2010/04/steve-jobs-porn/" target="_blank">quella storia</a> del porno -.-) frontale e diretto ad <strong>Android</strong>, l&#8217;attacco riguarda certamente un problema reale per Android, la frammentazione. Come è facile intuire anche dal titolo secondo il mio parere è in realtà un non-problema.</p>
<p>Steve Jobs <a href="http://news.cnet.com/8301-31021_3-20019957-260.html?tag=mncol;txt" target="_blank">aveva chiamato</a> in causa gli svilippuatori di <strong>TweetDeck</strong>, dicendo che si erano trovati davanti la sfida di creare l&#8217;applicazione per 100 versioni di verse di Android su 244 dispositivi con hardware differente e questo aveva reso lo sviluppo molto difficile. Puntualmente dopo poco il CEO di TweetDeck ha <a href="http://www.engadget.com/2010/10/19/tweetdeck-ceo-continues-backlash-against-jobs/" target="_blank">risposto</a> che solo due dipendenti di TweetDeck hanno lavorato all&#8217;applicazione e che <strong>non</strong> è stato per niente un <strong>incubo sviluppare </strong>per Android.</p>
<h2>Angry Birds</h2>
<p>Il 18 novembre sul blog della Rovio, l&#8217;azienda che sviluppa<strong> Angry Birds</strong> su varie piattaforme mobili, è comparso un <a href="http://www.rovio.com/index.php?mact=Blogs,cntnt01,showentry,0&amp;cntnt01entryid=47&amp;cntnt01returnid=58" target="_blank">post</a> dove <em>con molta onestà</em> si ammetteva (con un po&#8217; di ritardo) che la versione attuale di Angry Birds ha problemi di <strong>prestazioni</strong> con una quindicina di telefoni e che questi non erano ufficialmente supportati; si annunciava poi che sono al lavoro per creare una versione più <strong>leggera</strong> del gioco, versione che non dovrebbe scalfire l&#8217;esperienza di gioco.</p>
<p>Nel post non si evince nessun tono <strong>polemico</strong>, nessuna <strong>sfuriata</strong>, nessun <strong>scarica barile</strong>; c&#8217;è chi invece si è inventato tutt&#8217;altro.</p>
<p>Partiamo prima da più lontano, <strong>Engadget</strong> ha scritto un <a href="http://www.engadget.com/2010/11/19/rovio-feels-the-burn-of-android-fragmentation-plans-light-ver/" target="_blank">post</a> dove non si dice niente di falso, ma l&#8217;autore dice &#8220;ah si? allora il problema della frammentazione di Android è vero!&#8221;. Una sua libera conclusione ma che non c&#8217;azzecca niente con quello detto dalla Rovio.</p>
<p>Ben più <strong>grave</strong> invece è il post di <a href="http://www.iphoneitalia.com/la-rovio-come-steve-jobs-android-troppo-frammentato-difficile-sviluppare-angry-birds-170863.html" target="_blank">iPhoneItalia</a> addirittura qui si mette un virgolettato con parole che non sono riuscito a trovare da nessuna parte!</p>
<blockquote><p>“<em>Certo – </em>dicono gli sviluppatori - <em>alcuni giochi più recenti magari non sono supportati sui primi iPhone (2G, 3G), ma è una questione generazionale. Con Android, invece, anche giochi semplici come Angry Birds non funzionano su terminali moderni, a causa delle differenze software ed hardware che ci sono tra di loro. E intanto il gioco funziona perfettamente sull’iPhone 2G come sull’iPhone 4…”</em></p></blockquote>
<p>Potri sbagliarmi, magari la Rovio ha mandato una e-mail in esclusiva ad iPhoneItalia, ma mi puzza molto da fake. Non c&#8217;è niente di tutto ciò nel blog della Rovio e non ho mai letto di confronti fatti fra iOS e Android, in più questo virgolettato, per la forma che ha, mi sembra difficile possa essere la traduzione di un qualche cominicato ufficiale.</p>
<p>Si tratta ovviamente di un episodio, di un blog italiano che la maggior parte delle persone non leggerà, ma è naturalmente il frutto della campagna di <strong>disinformazione</strong> che sta facendo Steve Jobs, fortunatamete non parla molto dell&#8217;argomento, ma in due occasioni ne ha parlato e in due occasioni ha detto caz*ate.</p>
<h2>Considerazioni</h2>
<p><span id="more-2088"></span></p>
<p>Per cosa si intende come <strong>frammentazione</strong>? La frammentazione, sostanzialmente, sarebbero i cellulari usciti mesi/anni fa che non hanno ricevuto gli <strong>aggiornamenti</strong> alle nuove versioni di Android. Come dicevo questo è un problema reale è un problema però che deriva unicamente da quella maledetta <strong>licenza</strong> (la Apache 2) che Google ha scelto come licenza per Android. Questa licenza permette ai <strong>produttori hardware</strong> di fare tutte le <strong>porcate</strong> che vogliono, creando delle versioni modificate di Android senza rilasciarne i sorgenti e costringendo il cliente a dover dipendere solo da loro e non da Google per il rilascio degli aggiornamenti per il loro cellulare.</p>
<p>È questo secondo me il vero <strong>problema</strong> di Android, ma le critiche mosse dal mondo Apple non vanno in questa direzione; non potrebbero andare in questa direzione perchè la responsabilità diretta di questo problema non è Google ma sono i produttori hardware.</p>
<p>Le critiche vanno invece nella direzione di presunti problemi di <strong>sviluppo</strong> delle Applicazioni e conseguenti problemi per l&#8217;utente (è il caso delle parole di Steve Jobs). Riguardo questo io dico che si può discutere sulla bontà degli <strong>strumenti</strong> offerti da Google con Android per gestire le diverse risoluzioni, come le diverse prestazioni e dotazioni hardware. Si potrebbe discutere nello specifico, ma non lo si fa in realtà.</p>
<p><strong>Io sviluppo per Android </strong>e so che gestire le, per ora, 3 differenti &#8220;categorie&#8221; di risoluzioni supportate (ldpi, mdpi, hdpi) non è per niente un problema, so che nell&#8217;Android Manifest posso impostare con molta semplicità quale funzionalità hardware è necessaria per far funzionare il mio programma, quale versione di SDK minima c&#8217;è bisogno e anche che versione di OpenGL è necessaria (problema prestazioni). Sono sicuramente cose in più a cui prestare attenzione, ma se si parla di sviluppatori seri e non allo sbaraglio queste cose non devono essere un problema.</p>
<p>L&#8217;ultima accusa mossa da iPhoneItalia non so se commentarla, ma molto semplicemente con Angry Birds secondo me è successo che la Rovio, scegliendo <strong>GetJar</strong> come primo distributore ha sottovalutato il problema prestazioni. Se si fosse concentrata solo sul <strong>market</strong> e avesse utilizzato bene gli strumenti che ho citato sopra, chiarendo che chi non vedeva l&#8217;applicazione sul market era chi aveva un cellulare non supportato, non ci sarebbero stati grossi problemi. Questo dal punto di vista &#8220;<strong>comunicativo</strong>&#8220;, mentre dal punto di vista <strong>tecnico</strong> è molto semplice la questione, il tuo gioco è troppo <strong>pesante</strong> per un buon numero di cellulari vecchi; e qui entrano in gioco anche le OpenGl ma sono ignorante in materia.</p>
<p>Abbiamo parlato dei problemi e dei non-problemi, parliamo dei benefici. Android <a href="http://twitter.com/#!/Arubin/status/27808662429" target="_blank">è</a> open.</p>
<p>Si potrebbe chiudere qua <img src='http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  , non ho voglia di parlare dei benifici dell&#8217;open source in generale, ma rimanendo in-topic vediamo quale è il lato &#8220;buono&#8221; della frammentazione; <strong>diffusione</strong> e<strong> libertà di scelta.</strong></p>
<p>Chi mi conosce sa che è tanto che vado dicendo che Android è destinato a <strong>dominare</strong> il mercato, la scelta di Google di utilizzare <strong>Java</strong>, come abbiamo visto ha alcuni rovesci della medaglia (gestiti bene da Google &#8211; in realtà ci sarebbe il problema &#8220;prestazioni&#8221; più in generale posto da java e dall&#8217;uso di una virtual machine, ma con gli hardware attuali anche questo è un po&#8217; un non-problema), ma sta permettendo l&#8217;enorme diffusione che Android sta guadagnando. Da una parte i produttori a <strong>costo zero </strong>(escluse le Google Apps) hanno già un sistema operativo all&#8217;altezza con gli altri sistemi operativi sul mercato, dall&#8217;altro lo <strong>sviluppatore</strong>, con <em>minimo sforzo</em>, riesce a coprire tipologie di mercato diversissime che vanno da cellulari da 200€ a cellulari da 600€.</p>
<p>L&#8217;utente poi ha una libertà di scelta enorme quando deve comprare un cellulare, io odio le personalizzazioni proprietarie dei produttori hardware e per me esistono solo cellulari &#8220;Google&#8221;, ma l&#8217;utente medio se ne frega e può scegliere il cellulare che più gli aggrada per estetica e funzionalità sia hardware che software sapendo che il cuore del sistema operativo è sempre <strong>Android</strong> con tutte le <strong>garanzie</strong> del caso!<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation2088" name="45.417,11.883000000000038" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
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		<title>Prendete appunti, interoperabilità = male</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 10:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo Steve Wozniak è così. “It’s difficult to find where things are (on Android phones). More and more, I feel like it is more like (Microsoft’s) Windows in which many different hardware vendors have installed different equipment on the same platform. The (Windows’) platform has to be very neutral and cannot be special. That’s the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo Steve Wozniak è così.</p>
<blockquote><p>“It’s difficult to find where things are (on Android phones). More and more, I feel like it is more like (Microsoft’s) Windows in which many different hardware vendors have installed different equipment on the same platform. The (Windows’) platform has to be very neutral and cannot be special. That’s the similar problem Android phones have,”</p>
<p>“When you write an app for Android phones, there are so many platforms to consider. That’s the problem Microsoft was facing with its Windows years ago. People like Apple products because they are always predictable and work.”</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.tipb.com/2010/07/09/iphone-android-cooper-woz-page-edition/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+TheIphoneBlog+(TiPb:+iPhone,+iPad,+iPod)" target="_blank">via</a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tipb.com/images/stories/2010/07/iPhone-4-vs-nexus-one-1-400x300.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.tipb.com/images/stories/2010/07/iPhone-4-vs-nexus-one-1-400x300.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
</blockquote>
<p>Insomma avere un sistema operativo che gira su tanti hardware è un male. Che sia il solito Windows o Android non cambia molto.</p>
<p>Apple e i suoi seguaci (Woz non credo lavori per apple no?) lo pensano da anni, per Apple sicurezza e usabilità = controllo. L&#8217;utente non deve essere libero di fare niente, gli strumenti li fornisce tutti lei, che sia hardware o software l&#8217;importante è controllare.</p>
<p>Io credo che prima o poi questa politica gli si ritorcerà contro, proviamo a metterci nei panni di uno sviluppatore proprio come consiglia Woz.</p>
<p>Se si lascia un attimo da parte gli attuali numeri di mercato, che sono destinati a cambiare, come si può dire che uno sviluppatore preferisce sviluppare per un solo dispositivo? (seppur di un&#8217;azienda famosa)</p>
<p>Non conviene forse investire in una piattaforma condivisa da decine di hardware differenti? Con uno<a href="http://developer.android.com/guide/practices/screens_support.html" target="_blank"> sforzo minimo</a> (aggiusti la risoluzione), copri fette di mercato che vanno da cellulari che costano 200-300€ a celulari che costano 600€; da quello con la tastiera fisica a quello senza, da quello per bimbiminkia a quello con schermo da 4&#8221; e wimax. Senza contare il mercato dei tablet (di cui in realtà non sono convinto che android sia la scelta migliore) .</p>
<p>A me pare sacrosanto puntare sull&#8217;interoperabilità e a flessibilità, è quello che stanno facendo anche nokia e intel con <a href="http://meego.com/">M</a><a href="http://meego.com/" target="_blank">eeGo</a>; qui addirittura fin dall&#8217;inizio si è scelti di puntare ad un sistema operativo che con modifiche minime possa girare dagli smartphone ai tablet ai netbook.</p>
<p>Il mercato di Apple si basa su fanboy e seguaci che non vedono altro che prodotti con la mela sopra, i clienti se li è giustamente guadagnati con prodotti di qualità a prezzi più alti della media, ma sono convinto che prima o poi questa sua politica fallirà. Ne sono convinto perchè più la tecnologia diventerà di uso comune e adatta alle masse più consapevoli diventeranno i consumatori che pretenderanno  libertà di scelta.<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation1765" name="45.417,11.883" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
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		<title>Notiziole Apple</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 15:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due notizie interessanti riguardanti le scelte di Apple nei confronti degli standard aperti e del software open source. Apple sfrutta gli standard del web per business Chiaro, ovvio, prevedibile. Il supporto tecnico e morale ad HTML5 è utile a Apple per portare avanti la battaglia contro flash. Potrebbero anche essere realmente interessati agli standard aperti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due notizie interessanti riguardanti le scelte di Apple nei confronti degli standard aperti e del software open source.</p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/post/6348/apple-sfrutta-gli-standard-del-web-per-business" target="_blank">Apple sfrutta gli standard del web per business</a></p>
<p><a href="http://twitter.com/monossido/status/15402425697" target="_blank">Chiaro</a>, ovvio, prevedibile. Il supporto tecnico e morale ad HTML5 è utile a Apple per portare avanti la battaglia contro flash. Potrebbero anche essere realmente interessati agli standard aperti ma dopo la mossa di abilitare la navigazione nelle pagine demo HTML5 solo a sasfari ci teniamo il beneficio del dubbio. Poi scopri che è necessario installare quicktime, che vengono usati codec proprietari e forse i dubbi se ne vanno.</p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/post/6354/apple-lancia-safari-reader-basato-su-open-source" target="_blank"> Apple lancia Safari Reader basato su Open Source</a></p>
<p>Io non capisco cosa porti a scegliere Apache2 come licenza&#8230;<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation1647" name="45.417,11.883" onclick="return false;">Posted from Padova, Veneto, Italy.</a></p>
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		<title>iBad</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 10:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monossido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bell&#8217;intervista di Stallman su Wired, mi è sembrato stranamente equilibrato e sobrio . Qui l&#8217;intervista.Posted from Padua, Veneto, Italy.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bell&#8217;intervista di Stallman su Wired, mi è sembrato stranamente equilibrato e sobrio <img src='http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p><a href="http://www.wired.it/news/archivio/2010-05/13/stallman-ipad-io-lo-chiamo-ibad.aspx" target="_blank">Qui</a> l&#8217;intervista.<br/><br/><a class="geolocation-link" href="#" id="geolocation1573" name="45.417,11.883" onclick="return false;">Posted from Padua, Veneto, Italy.</a></p>
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		<title>Immagini Android Froyo</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 08:32:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<category><![CDATA[Open Souce]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa cosa che delle versioni nuove di android si vedano prima gli screenshot del codice mi fa incazzare, sto giro gli screen arrivano addirittura da un dipendente adobe :O via]]></description>
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